FOCUS SULL'AVVERSARIO - Allegri cerca di arrestare la corazzata spallettiana a Fort Juventus

FOCUS SULL’AVVERSARIO – Allegri cerca di arrestare la corazzata spallettiana a Fort Juventus


Juventus – Inter non è mai stata una partita normale e mai lo sarà. Prima di Calciopoli questa gara è stata il Derby d’Italia, match spesso decisivo per l’assegnazione di trofei importanti. Da 11 anni a questa parte è diventato il Derby dell’astio, del disprezzo e della vendetta. I nerazzurri arrivano a Torino da primi della classe in solitaria, forti di un roboante 5 a 0 nell’ultimo turno e di zero sconfitte. I padroni di casa però hanno più di una motivazione e, forse, paure a motivarli. Ecco il consueto Focus sull’avversario offerto dalla redazione di SpazioInter.

FOCUS SULL’AVVERSARIO: JUVENTUS – INTER

Juventus che sta scaldando l’ambiente in puro stile bianconero in vista della gara di sabato sera. Gli opinionisti, o pseudo tali, di parte della vecchia signora, hanno attaccato in maniera becera e piuttosto pesante l’Inter. Un atteggiamento squallido che ha ben poco a che fare con il calcio, specie dato il basso pulpito da cui provengono insulti e accuse. Ma tralasciando queste tristi pagine extra calcistiche, Juventus – Inter è soprattutto, si spera, una partita di calcio.

Una gara straordinaria, da sempre diversa da tutte le altre. Un Derby fra acerrimi nemici, fra rivali di lunghissima data. Caino e Abele, Bene e Male, Luce e Buio. Tutto questo e molto di più. Nell’era post Calciopoli l’Inter ha costruito le pagine più gloriose della propria storia, mentre la Juventus si dannava per ricostruire dalle proprie macerie, a dir la verità meno disastrate di quanto preventivabile all’inizio.

VICINI COME NON SUCCEDEVA DA ANNI

Ora, a 11 anni di distanza dallo scandalo, le parti si sono invertite: i nerazzurri vengono da anni di sofferenza e piazzamenti scadenti, mentre i bianconeri hanno vinto 6 scudetti consecutivi, impresa senza precedenti. Tuttavia quest’anno l’Inter, grazie all’arrivo dell’istrionico Profeta di Certaldo, Luciano Spalletti, sembra essere capace di tornare dove gli compete. La banda di Suning arriva alla gara forte di un carattere incrollabile e di una classifica paradisiaca. Inoltre nelle ultime partite sembra essere arrivato anche il gioco, grosso punto interrogativo delle prime stentate vittorie.

I padroni di casa invece, pur continuando a vincere, nelle ultime uscite non hanno convinto appieno, faticando molto anche contro avversari modesti. L’organismo sembra più fallace rispetto agli ultimi anni e molti ingranaggi sembrano avere i denti spuntati. Certo, la vittoria a Napoli è stata importantissima, specie per il morale, ma l’impressione è che la Juventus stia andando avanti per inerzia, più per la manifesta superiorità degli ultimi campionati, che per reali meriti. Le prestazioni stentano, ma i risultati arrivano. Sarà sufficiente per fermare la corsa del treno nerazzurro e ristabilire le gerarchie?

Forse. Ma una cosa è certa: per la prima volta dopo 7 anni, la Juve ha paura dell’Inter, come ampiamente dimostrato nell’ultima settimana dagli strilli di opinionisti faziosi. E la paura è un’amica volubile, un indice di debolezza. Se diventa troppa, si rischia di trasformarla in terrore, in ossessione. Specie perché per quanto questa sia una gara importante, è tutt’altro che decisiva ai fini del campionato. Siamo solo alla sedicesima giornata e la strada è ancora lunga e tortuosa, per tutti.

POCHI DUBBI DI FORMAZIONE, MA FORSE DECISIVI

Spalletti, recuperati Gagliardini, Miranda e probabilmente anche Vecino, schiererà la sua formazione tipo, un meccanismo ben oliato. Unico dubbio forse sulla trequarti, con un Brozovic in forte ascesa che insidia lo stanco Borja Valero.

Allegri invece sembra aver recuperato del tutto Pjanic, il faro del centrocampo, e Chiellini. Il vero dubbio per il tecnico bianconero potrebbe essere il modulo, oltre all’eventuale inserimento di Mandzukic al posto di Douglas Costa. Il brasiliano sta giocando alla grande e potrebbe mettere in crisi un pennellone come D’Ambrosio, tuttavia il carattere del croato in partite come queste può essere determinante, così come i suoi rientri difensivi.

Fonte immagine in evidenza: Screen Youtube

 

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