Inter - La crocerossina Spalletti prova a recuperare anche Brozo e Joao Mario

GdS – Inter, la crocerossina Spalletti prova a recuperare anche Brozo e Joao Mario


Inter che, nonostante delle premesse estive non di primissimo piano, è partita a razzo in questo avvio di stagione. I nerazzurri stanno macinando record su record, secondi solo al Napoli delle meraviglie di Sarri. Principale artefice di questa rinascita inaspettata è stato certamente Luciano Spalletti, capace, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, di revitalizzare giocatori ormai spenti. La “cura” però non è ancora ultimata, mancano due pazienti da recuperare nella clinica spallettiana: Joao Mario e Brozovic.

INTER, A DR. SPALLETTI RESTANO DUE PAZIENTI DA CURARE

Inter Hospital, dirige Luciano Spalletti. Il lazzaretto nerazzurro si è ormai quasi del tutto svuotato, grazie alle sapienti cure, soprattutto psicologiche, attuate dal luminare di Certaldo, ormai beniamino dei tifosi e non solo. Perché in tutto l’ambiente si respira un’aria nuova, tutti sembrano giovare dalla presenza del tecnico, sia quelli che un anno fa faticavano, sia quelli che non avevano bisogno di spinte, come Icardi.

Tuttavia, nel temporaneo Eden di Appiano, due note continuano a stonare nella sinfonia spalletiana: Brozovic e Joao Mario, finora refrattari alla rinascita.

UN BROZO IN RINASCITA O SOLO FUMO?

Il croato, pur avendo già siglato 3 reti giocando con il contagocce, continua a non fare la differenza, pur essendo dotato di un bagaglio tecnico non comune. Brozo pecca in voglia e carisma, da sempre i suoi talloni d’Achille. Spalletti voleva farne un incursore alla Nainggolan, ma la scarsa attitudine alla due fasi di gioco ne hanno fino ad ora limitato l’impiego.

Certo è che, se riuscisse a trovare l’abnegazione che fino a qui ha lasciato quasi sempre negli spogliatoi, potrebbe rivelarsi l’uomo decisivo per fare il salto di qualità, viste anche le doti da centrocampista goleador e il fiuto per gli inserimenti. La speranza di casa Inter è che la serenità conquistata nella vita privata, matrimonio e paternità, riescano a indirizzarlo sulla strada giusta per lasciarsi dietro il bozzo ed evolversi finalmente in grande giocatore.

ULTIMA CHIAMATA PER JOAO MARIO

Discorso simile, ma persino più complicato invece per l’altro grande SE dell’Inter, Joao Mario. Il portoghese, arrivato con sulle spalle un cartellino monstre, non è mai riuscito a prendere le redini del centrocampo nerazzurro. Sempre apatico, fuori dagli schemi e mai decisivo, il ragazzo è finito inevitabilmente agli ultimi posti delle gerarchie di Spalletti.

Il suo vero problema è la mancanza di un ruolo ben definito a centrocampo: non è un regista puro, non è un incursore gradito al tecnico, non è un’incontrista e nemmeno un trequartista. Dopo un anno e mezzo, Joao continua a restare un oggetto misterioso di difficilissima collocazione.

Purtroppo, per ora, il ragazzo è sembrato né carne né pesce, un fantasma atipico e avulso dal calcio moderno. Pur continuando a credere nel suo recupero, anche Spalletti l’ha capito, e si sta dannando per cercare una soluzione, tuttavia non lo aspetterà in eterno: “Non possiamo permetterci di sprecare tempo per dare coraggio a un giocatore. Se non è convinto lui, faccio fatica ad esserlo io e ad andargli incontro. Conta la squadra. Detto questo, la professionalità di Joao non è in discussione”.

Un messaggio chiaro e forte quello del mister: Joao Mario potrebbe essere una pedina importante e si cercherà il tutto per tutto per farlo diventare un giocatore funzionale al progetto, ma se la squadra trova un equilibrio e il portoghese no, tanti saluti.

Certo è che cederlo, soprattutto senza incappare in grosse minusvalenze che farebbero storcere il naso alla UEFA, sarà veramente dura. Il Psg sembra interessato e il ragazzo ovviamente vuole giocare di più, specie nell’anno del mondiale, ma la trattativa sembra essersi molto raffreddata.

DOMENICA LA PROVA DEL NOVE

La situazione del numero 10 nerazzurro pare molto più delicata rispetto a Brozovic, che comunque ha ancora molta strada da fare per diventare un inamovibile di Spalletti. L’Inter li ha aspettati, anche troppo forse, ora è il momento di far vedere qualcosa di concreto. Domenica contro il Chievo, complici l’infortunio di Vecino e la squalifica di Gagliardini, entrambi avranno a disposizione 90 minuti per dimostrare di valere ancora qualcosa, di meritarsi l’Inter.

Brozovic sarà probabilmente messo in un ruolo inedito, davanti alla difesa al fianco di Borja Valero, con Joao trequartista. Un centrocampo “leggerino” che potrebbe faticare molto contro una rosa dinamica e duttile come quella dei veronesi. Il banco di prova perfetto, anche se obbligato, per due “forse” da trasformare in certezze.

Questa è la prova del nove per i due grandi punti interrogativi nerazzurri. Il mercato di gennaio si avvicina e se si vuole mangiare il panettone, domenica conviene azzannare alla gola il pandoro del Chievo: ora o mai più ragazzi. Ultima chiamata per i convalescenti rimasti sul treno nerazzurro.

Fonte immagine in evidenza: Screen Youtube

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