"C'è Julione!": lettera a Julio Cesar sul suo ritiro dal calcio

“C’è Julione!”: lettera a Julio Cesar sul suo ritiro dal calcio


La notizia che arriva dal Portogallo è un colpo al cuore per i tifosi dell’Inter. Julio Cesar, infatti, ha deciso di ritirarsi al termine della stagione. L’ex nerazzurro, sotto contratto con il Benfica fino al 30 giugno 2018, lascerà quindi il calcio. SpazioInter ha voluto omaggiare “Julione” con una lettera.

“C’E’ JULIONE”: L’ACCHIAPPASOGNI SCACCIA GLI ULTIMI INCUBI

Nella credenza popolare, c’è un oggetto, detto “Acchiappasogni”, in grado di trattenere i pensieri negativi e gli incubi, lasciando spazio a quelli positivi. Un soprannome azzeccatissimo, quello conferito a Julio Cesar Soares Espindola, o più semplicemente chiamato Julio Cesar. Il portiere brasiliano, a Milano, ha allontanato molti, moltissimi pensieri negativi dalla testa dei tifosi interisti, già da tempo abituati a dormire nel peggiore dei modi la notte. E, proprio come l’acchiappasogni, arrivò a Milano senza grandi aspettative. Come quando giri al mercato e, su un bancone, trovi un oggetto che, più che suscitare la tua curiosità, non fa altro. Anzi, nel momento in cui vieni a conoscenza delle sue “presunte doti”, sei a prescindere scettico. Così, sicuramente, si saranno sentiti molti interisti quando, nel 2004/2005, approda in Italia il portiere ex Flamengo. Scetticismo alimentato dalle sue 0 presenze al Chievo, dove fu “parcheggiato” prima di unirsi definitivamente alla squadra allora allenata da Roberto Mancini.

Da lì, però, è cominciata una splendida storia. Una favola che racconta di periodi difficili, ma anche di grandi successi. Julio Cesar, all’Inter, ha vinto 5 scudetti (anche quello del 2005/2006, fa sempre bene ricordarlo), 3 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane e, infine, una Champions League ed un Mondiale per Club. Pronti via, e il brasiliano toglie il posto da titolare ad un certo Francesco Toldo. A quanto pare, il numero 12 non è poi così inutile quanto può sembrare un semplice oggetto dalla fama alimentata dalla mitologia. All’Inter collezionerà 300 presenze, andando in doppia cifra per rigori parati (10). E se nei primi due/tre anni Julio Cesar sembra un ottimo portiere, nel biennio successivo, quello con Josè Mourinho, diventa uno dei migliori del mondo. Se non il migliore del mondo, almeno quell’anno.

DA RONALDINHO, MESSI, MULLER, ROBBEN: QUANTI INCUBI SCACCIATI…

Le grandi, e famose, parate di Julio Cesar sono difficili da contare. Soffermandosi anche solo al 2010, l’anno dello storico Triplete dell’Inter, troviamo alcuni spettacolari interventi salva risultato e, spesso, “salva-titoli”. Ronaldinho, il 28 settembre 2008, aveva battuto il connazionale di testa, regalando il derby al Milan. Ma in una delle più belle stracittadine recenti in casa dell’Inter (non ce ne voglia la tripletta di Mauro Icardi…), Julio Cesar, con l’Inter sul 2-0 al 90′, ma in doppia inferiorità numerica, para il rigore del rossonero, blindando la vittoria. Sempre il 28, ma di aprile, l’Inter è chiamata a difendere il 3-1 contro il Barcellona maturato a San Siro per volare in finale di Champions. E se, nel primo tempo, il risultato non si sblocca, Mourinho lo deve soprattutto al suo acchiappasogni, che ipnotizza letteralmente un sinistro a giro di angolatissimo da parte di un altro giocatore non proprio passato lì per caso, un certo Lionel Messi.

Proprio grazie a queste parate, l’Inter vola a Madrid. Dopo l’intervallo, con i nerazzurri avanti per il gol di Milito, nel secondo tempo, dopo neanche un minuto, il Bayern Monaco sfiora il pareggio. A fermare Thomas Muller, però, indovinate chi ci pensa? Parata d’istinto, di piede, a fermare il gioiellino bavarese. Altra parata: il sinistro a giro di Robben. Una costante quanto una sentenza, eppure dopo due passi ed un colpo di reni, Julio Cesar la intercetta, mettendola in corner. Parata fondamentale: pochi minuti dopo, il Principe diventa re nella notte di Madrid. Se l’Inter, insomma, riesce a vincere la Champions League, lo deve non solo ad un singolo, ma ad un grande gruppo. Un gruppo di cui ha fatto parte, e da grande protagonista, Julio Cesar. Non sono mancati, però, i momenti difficili: la doppia papera sui due gol di Mario Gomez nel 2010/2011 in Champions League ha portato i bavaresi ad un passo dalla rivincita.

“C’E’ JULIONE”: QUANDO CHI PARA IN VASCA PENSA AD UN PORTIERE DI CALCIO

In tutti questi anni, Roberto Scarpini, telecronista di Inter Channel, ci ha deliziato con i suoi “Julione!”, quando l’acchiappasogni sventava una minaccia. Un’espressione che è rimasta nella mia memoria, diventando abitudine e, a tratti, anche stile di vita. Caro Julio Cesar, chi ti scrive, tra il 2005 ed il 2009, ha fatto il portiere di pallanuoto. Eppure, mi quando capitava (non spessissimo…) di fare grandi parate, dalla mia bocca non usciva un “Tempesti!” (grande portiere della Pro Recco e del Settebello), ma un “C’è Julione!”. Frase, manco a dirlo, ripetuta anche nelle partitelle di calcio a 5 con gli amici, e non solo sui campetti da calcio. Un piccolo miracolo, se paragonato alle parate mostruose di questi splendidi 7 anni. E se, dopo il ritiro di Javier Zanetti, le maggiori lacrime calcistiche le ho versate per te, mio caro Julione, un motivo c’è. E’ stato un piccolo miracolo. Ma è stato il mio miracolo.

Grazie di tutto.

Piergiuseppe




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