Ritiro Inter – Ecco la conferenza sul tema giovani da Riscone di Brunico

Ritiro dell’Inter che prosegue in quel del Trentino. Oggi è stata giornata di conferenze stampa a Riscone di Brunico. Protagonisti il responsabile del settore giovanile Roberto Samaden, l’allenatore della Primavera Stefano Vecchi e i freschi campioni d’Italia Federico Valietti Zinho Vanheusden.

GRAZIE A SUNING PER L’AIUTO DATOCI

Samaden  in apertura, ha dichiarato: “Volevo ringraziare la società per il sostegno che ci ha dato recentemente e per ciò che farà per noi in futuro. Il centro sportivo è oggetto di restyling e la struttura verrà potenziata. Siamo attenti come settore giovanile a inserire nuovi talenti. Ringrazio Stefano Vecchi per aver sposato il nostro progetto firmando un triennale e dimostrando attaccamento alla società e al progetto pensato assieme a Piero Ausilio. So quante richieste gli sono arrivate, questo conferma il grande valore della persona”. 

Poi ha avuto inizio la vera e propria conferenza stampa, con la prima sessione di domande dedicate al difensore eroe dello scudetto Primavera, Vanheusden.

CONFERENZA STAMPA NERAZZURRA

Hai iniziato a segnare gol importanti e sei stato eletto miglior giocatore delle Final Eight. Ora sei tra i grandi, ti aspettavi un’ascesa così rapida?
“Ho sempre sognato di allenarmi con i grandi giocatori, li guardo ogni giorno e imparo tanto da loro, è un’esperienza importantissima per me”.

Dopo lo Scudetto l’obiettivo è l’Europa?
“Sì, lavoriamo tanto per quello, vedremo. Noi sicuramente daremo il massimo”.

Che stimolo rappresenta l’investimento dell’Inter nel settore giovanile in cui tu potresti essere pedina importante anche in futuro?
“Credo sia veramente molto bello che l’Inter creda in me e mi permetta di allenarmi con grandi giocatori, così come è importante che questa possibilità venga estesa a tutti i ragazzi più meritevoli delle giovanili”.

Cos’hai imparato in questi primi giorni di ritiro da Spalletti?
“Il mister è un grande allenatore, abbiamo imparato molto sulla fase difensiva, anche sulla postura, su come bisogna interpretare il ruolo di difensore a certi livelli”.

A chi ti ispiri? Qual obiettivo hai personalmente per il tuo futuro?
“Mi piace molto Miranda perché è tra i più forti del mondo, oltre a essere capitano del Brasile. Obiettivo? Lavoro ogni giorno, poi vediamo dove mi porterà la mia carriera, ma senza impegno non si va da nessuna parte. Ora devo lavorare per migliorare”.

 

La parola viene poi data all’altro primavera nerazzurro fresco campione di Italia, Valietti.

 

Cosa vuol dire essere in prima squadra dopo essere partito dai pulcini?
“Per me è un motivo d’orgoglio essere qui e lavorerò ogni giorno per migliorare, per dimostrare di meritarmi questa occasione importantissima”.

Il tuo obiettivo è replicare Pinamonti?
Andrea ha fatto un percorso diverso dal mio, io non mi pongo limiti e punto a lavorare ogni giorno con la consapevolezza di poter migliorare tanto. Per ora siamo solo agli inizi di un sogno, vedremo dove mi porterà”.

Il momento più esaltante della scorsa stagione, a tuo parere?
“Lo scudetto, tutto il gruppo ha lavorato sodo per raggiungere questo obiettivo e raggiungerlo è stato qualcosa di meraviglioso, un premio bellissimo per il gran lavoro fatto”.

C’è un giocatore a cui ti ispiri?
“Da piccolo mi sono ispirato a Zanetti, ora mi piace molto D’Ambrosio. Giocatori che hanno fatto del lavoro e dell’impegno le loro armi per arrivare molto lontano”.

 

Domande poi rivolte agli “adulti” Samaden e Vecchi.

 

Come si migliora l’ultima stagione dal punto di vista individuale e societario?
Samaden: “Si migliora solo attraverso il lavoro, come avvenuto negli ultimi anni. In passato abbiamo vinto meno ma l’obiettivo non è solo vincere, è quello di costruire qualcosa di importante. Si migliora grazie alla società che investe sempre sul settore giovanile. L’arrivo di Baccin è uno dei segnali di come a Suning stia a cuore l’interesse di questi ragazzi”.

Vecchi: “Credo che un’altra delle nostre vittorie sia l’interesse e il fascino che suscitano i nostri ragazzi nelle grandi squadre. Sono cresciuti bene, sono apprezzati per il loro grande lavoro. C’è sempre da migliorare, bisogna provare a superare se stessi, ma la strada presa è quella giusta. I successi si conseguono in questa maniera.”

A Vecchi: cosa si è detto con Spalletti? Cosa suggerisce a Pinamonti?
“Col mister ci siamo confrontati, mi ha chiesto un parere sulla prima squadra e sui miei ragazzi. Era curioso di conoscere caratteristiche e comportamenti. Pinamonti? Lo avete visto ieri, spicca tra i giovani, è già a un livello successivo. Poi in una società come l’Inter non è facile giocare sempre, ma già misurarsi tutti i giorni in allenamento con certi giocatori è uno step importante. Poi può giocare anche con noi, è pur sempre un ’99. Questo percorso può essere fondamentale per lui, per la sua crescita”.

A Vecchi: quanto ti ha arricchito l’esperienza in prima squadra? Visti gli investimenti societari, quanto bisogna lavorare velocemente per rendere i giovani pronti per la prima squadra?
“La mia esperienza mi ha arricchito, aver a che fare con giocatori di qualità e di talento in una società così importante mi ha migliorato come allenatore e come uomo. Per quello che riguarda l’aspetto formativo dei ragazzi, più volte gli addetti ai lavori chiedono le seconde squadre, ma da noi non si fa. Si nota la mancanza di un ulteriore gradino, chi esce dalla nostra Primavera fa bella figura in B o A ma rientrare all’Inter è complicato. Avere altri due anni aprirebbe le porte della prima squadra, dovremmo prendere spunto dalla Spagna o dall’Inghilterra”.

A Vecchi: prima di rinnovare c’è stata una proposta che ti ha fatto tentennare?
“Ho avuto più richieste gli anni passati di quest’anno. Forse perché sapevano tutti che la società voleva prolungare questo rapporto e che io ero ben felice di restare qui. Sono orgoglioso della fiducia della società”.

A Samaden: che effetto fa, visti i risultati di quest’anno, sapere che l’Inter è il settore giovanile di riferimento?
“Non penso che l’Inter faccia da riferimento, ci sono altri buoni settori giovanili in Italia. Noi siamo orgogliosi dei risultati ottenuti, di quanto la società tenga a noi. Poi se qualcuno ci prende da riferimento bene, andiamo avanti per la nostra strada e continuiamo a lavorare. Una soddisfazione anche e soprattutto per chi qui è cresciuto, come Stefano. I risultati certamente rendono superiore la soddisfazione”.

A Samaden: negli anni ’80 il settore giovanile ha prodotto grandi giocatori come Zenga, Bergomi, Ferri. Si può replicare qualcosa di simile?
“In quella Inter c’erano Beccalossi, Muraro, Altobelli, è difficile ripetersi. Anche perché giocatori così sono rari tutti in una singola generazione. Ma la società sta dando segnali corretti: massima attenzione a livello internazionale ai nuovi. Poi dipenderà da noi, dovremo produrre giocatori subito disponibili per la prima squadra”.

A Samaden: i modelli tipo Ajax e Barcellona sono irriproducibili?
“Sono modelli costruiti in anni e anni, vedono una connessione tra prima squadra e settore giovanile secondo me irrealizzabile in Italia. Cito anche l’Athletic Bilbao, che produce giocatori da sempre per la prima squadra: pensare a creare un modello così è utopistico, specie da noi. Ma pensare a una metodologia che accomuni tutti i club e produca giocatori pronti per il calcio italiano è possibile. Non mi vergogno a dire che ho preso spunto dall’Athletic, dove si lavora con continuità e con pochi ma chiari concetti volti a creare una grandissima famiglia. Noi forse siamo più vicini a questo modello rispetto agli altri”.

A Vecchi: Sala ieri ha impressionato, ci racconta che giocatore è?
“Sala è un ragazzo che ha iniziato da pulcino nell’Inter,  come Valietti che ha iniziato dal basso ed è arrivato alla prima squadra. Lo scorso anno ha fatto parte della Primavera ma ha avuto poco spazio, che si è ritagliato a fine stagione dimostrando di essere all’altezza della situazione. Lui calciatore nella testa, ma gli manca la fisicità che deve essere costruita col tempo. Si applica, è intelligente e ha doti tecniche importanti. Ci lavoreremo”.

A Samaden: ci indica il futuro prospetto dell’Inter che oggi la stuzzica di più?
“Il nostro gruppo dei 2000 ha 5-6 giocatori che possono fare bene e sono stati protagonisti nell’Under 17. La differenza la farà la testa, com’è stato per i ragazzi presenti qui oggi. Noi dobbiamo far completare il percorso fisico e tecnico, ma la testa sarà determinante. Noi possiamo plasmarli fino a un certo punto, il resto sta a loro”.

A Samaden: Suning ha manifestato direttamente l’intenzione di investire?
“L’Inter ha sempre investito in giocatori e allenatori, oggi i segnali sono tangibili ma non sono legati solo ai calciatori quanto alle strutture e alle risorse umane”.

A Samaden: tre passaggi di proprietà e lei è ancora qui.
“In realtà ho vissuto quattro cambi di proprietà, visto che mi ha fatto entrare qui Pellegrini. Io da interista ho lavorato sempre con passione, per me il sogno è iniziato 27 anni fa e non è ancora finito. Ringrazio tutti i presidenti e soprattutto l’Inter. Non ho mai avuto difficoltà a lavorare qui, l’ambiente è sempre stato accogliente e mi ha fatto crescere”.

A Vecchi: qual è il giocatore che rappresenta il suo maggior successo? Qualche rammarico?
“Sono quelli che sono partiti a fari spenti e hanno conquistato la ribalta, guadagnandosi il posto migliorando e crescendo. Mi piace pensare a Carraro, fortemente voluto dal Pescara e da Zeman. Credo sia una grande soddisfazione. Al di là dei giocatori di cui si parla di più ce ne sono alcuni che attraverso il lavoro e l’impegno esaltano il lavoro di un tecnico. Penso a Gyamfi, protagonista al Benevento. Sono partiti in Primavera come comprimari e oggi fanno la loro carriera”.

In tempi in cui i giovani sono sovraesposti sui social network, qual è il modo per proteggerli?
Vecchi: “Questa estate ho lasciato l’ombrellone e ho scoperto che posso seguirli meglio. Così vedo tutto ciò che fanno. Continuerò a dir loro di stare molto attenti e di non prestare attenzione a chi butta negatività e invidia, di pensare solo a ciò che dicono le persone che stanno loro vicine, all’allenatore, al direttore, al procuratore e lasciar da parte le cose brutte che aleggiano in questo sport”.

Samaden: “Sicuramente è uno dei nostri compiti, anche se non siamo un’agenzia educativa. Famiglia e scuola devono occuparsi della crescita dei ragazzi. Ma avendo ben consce varie situazioni extra campo, a settembre partiremo con un progetto educational che riguarderà formazione e informazione a giocatori, famiglie, ma anche allenatori. All’interno di questo macro-progetto che contribuisce alla formazione del giovane ci sarà un’area dedicata al corretto uso dei social network. Questa è la sfida del futuro: formare i giocatori anche dal punto di vista educativo. La società ci sta dando grandissima disponibilità a investire.”

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