Da Ronaldo a Gabigol: Bologna è solo di passaggio

Da Ronaldo a Gabigol: Bologna è solo di passaggio


Una tappa storica, coincidenza premonitrice: l’Inter lo aspetta e lo acclama

Gabriel Barbosa da una parte, Luiz Nazario da Lima dall’altra. Due campionati paulisti ed un oro olimpico per Gabigol a 20 anni: un Mondiale, una Coppa America, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, una Coppa del Re e tanta altra roba per Ronaldo, che a 21 anni avrebbe visto l’aggiunta di un Pallone d’oro ed un Fifa World Player. Ok, qui siamo andati un pelo avanti coi mesi, certi però che l’attuale nerazzurro difficilmente riuscirà ad eguagliare il Fenomeno.

UN PARAGONE CHE NON PUO’ ESISTERE

I numeri sono brutali, un paragone non può esistere ma è stato sin troppo crudele farlo. Tutta colpa di quel primo gol a Bologna, tratto comune fra i due che in realtà hanno altri punti d’incontro. Acclamati e beatificati al loro arrivo, una quotazione piuttosto simile sebbene in epoche diverse, sponsor e fotografie che rievocano senza troppa fantasia le storiche immagini di Ronaldo al suo arrivo in Milano. Il Brasile li ha subito accolti in Nazionale e l’impatto per entrambi è stato vincente, così come i primi campionati in Patria. L’accostamento resta improponibile da qui in avanti: suo malgrado, Gabigol non ha nemmeno avuto l’opportunità di dar senso al pesante paragone.

IL PROFILO DI GABIGOL

Non che gli manchi la personalità a questo ragazzo, capace di arringare il pubblico più di una volta nei pochi minuti che prima De Boer, poi Pioli, gli hanno crudelmente riservato. Qualche rabona e pochissimo altro, come trovare il ritmo partita ed il giusto ambientamento al calcio italiano senza mai giocare? La situazione di classifica dell’Inter nemmeno permette esperimenti, vista la folle rincorsa dei nerazzurri ad una Champions che proprio non vogliono mollare, in virtù delle 11 vittorie nelle ultime 14 partite.

Una di queste l’ha decisa proprio Gabigol, che però non avrà alcuna intenzione di vivere un’altra stagione a guardare gli altri giocare. Nel corso di questa sono state poche le opportunità anche per l’impossibilità di esser schierato in Europa League assieme ad altri acquisti piuttosto costosi, a causa delle restrizioni legate al Fair Play Finanziario. L’uscita prematura dai gironi e quella dalla Coppa Italia hanno poi ridotto ancor più al lumicino un minutaggio già scarno.

Le qualità di questo ragazzo non sembrano nonostante tutto in discussione. Al Santos ha fatto grandi cose, così come già in Nazionale: il Barça ha rischiato una pesante sanzione per portarlo in blaugrana, a dimostrazione di quanto il suo potenziale sia piuttosto noto ai talent scout migliori del mondo. L’Inter, anche per il pesante investimento fatto, ha l’obbligo di deciderne cosa fare: se puntarci, ma sul serio, o mandare in prestito il ragazzo così da permetterne la valorizzazione e crescita. Il caso di Adriano in questo caso è calzante, girato a Fiorentina e Parma prima di brillare per un paio di stagioni in nerazzurro.

Gabigol non può e non deve restare un’opera incompiuta, schiacciato da un paragone fuori luogo creato ad hoc per tapparne le ali. Il pubblico interista lo ama e lo aspetta.

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