L'alba del giorno dopo: Inter Bologna, promossi e bocciati

L’ALBA DEL GIORNO DOPO – Inter, quanta fretta. Dove corri? Dove vai?


L’ALBA DEL GIORNO DOPO consegna all’Inter il pass per i quarti di finale della Coppa Italia. Doveva essere una partita agevole, ma i nerazzurri sono riusciti nell’impresa di complicarsi la vita.

LE URLA DI PIOLI, I FISCHI AD ANSALDI E GAGLIA AL TOP

Stefano Pioli è uno che alla Coppa tiene parecchio. L’Inter non la vince dal 2011, canto del cigno del’era Triplete. Ieri ha finalmente messo in campo dal primo minuto Gabriel Barbosa e quando il brasiliano ha perso palla in area avversaria a causa di un preziosismo di troppo il Bologna ha poi colpito in contropiede con Dzemaili, facendo passare il brasiliano per vittima sacrificale, un pochino come Ljajic con Mihajlovic lunedì notte.

L’Inter però ha giocatori di classe che sanno che la Coppa è l’unica speranza per vedere il campo dopo la sciagurata Europa League. Murillo con lo spostamento di Medel in difesa può perdere il posto da titolare e allora con gran fretta segna un gol che varrebbe la copertina nell’album Panini.

CHE FRETTA QUESTO GIOVANE DI BELLE SPERANZE

Di fretta va anche Gagliardini, criticato per il prezzo d’acquisto anche ieri ha dimostrato che i soldi sono ben spesi, tanto da essere osannato per un posto in Nazionale subito, altro che flop.

Dicevamo di chi rischia di giocare solo in coppa. L’affollamento a centrocampo porta all’eccesso di giocatori tra Kondogbia, Joao Mario, Brozovic e quando rientrerà anche Banega. Il francese sta crescendo, San Siro gli concede di fare la ruleta, di recuperar palloni e al massimo sbagliare un paio di appoggi. Brozovic ieri ha fatto il compitino, senza lode ne infamia. Joao Mario, invece, è uscito stremato odiando quella competizione che in Portogallo di solito somiglia ad amichevoli concordate mentre in Italia anche Oikonomou ti fa sputare sangue.

Palacio è l’emblema di chi tiene a lasciare con un successo. Corre come un ragazzino, si sacrifica e rompe le scatole. Poi lascia la fascia a Icardi perché lui è il nuovo che avanza. E se Eder ha lampi di velocità discontinui ecco i fischi, anzi mugugni, di San Siro per Ansaldi. Al Rojo viene ricordato di essere all’Inter e non in vacanza a Maranello. Così il sosia di Vettel fa sportellate e dopo esser stato svegliato azzecca qualche cross.

Ma la nota più positiva della serata è Stefano Pioli. Ad un certo punto il telecronista RAI a bordocampo ha fatto notare che: “Sta parlando e urlando più Pioli in questa gara che de Boer in tutta la sua gestione“. Beh ecco il merito più grande. Saper tenere i suoi sempre sulla corda, agitarli e sostenerli. Il resto vien da sé e alla fretta si risponde che si va ai quarti. Ed è così che avviene un altro passaggio importante del buon momento nerazzurro.




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