Prof. Cavalieri: ”Nuove proprietà? Al momento tra Inter e Milan non c’è partita”

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Gli investimenti cinesi nel mondo del calcio italiano, europeo e mondiale ormai sono diventati realtà. Il mondo del pallone si è completamente globalizzato e grandissimi capitali provenienti dalla Cina sono parte integrante del sistema calcistico. Ma per fare chiarezza sugli investimenti cinesi nel calcio italiano e parlare in particolare di Suning e della cordata che dovrebbe acquistare il Milan, il Corriere della Sera ha intervistato il professor Renzo Cavalieri, docente di diritto dell’Asia Orientale a Ca’ Foscari e, soprattutto, uno degli avvocati del team che ha curato l’acquisto dell’Inter da parte di Zhang e soci.

INTER E MILAN SU DUE DIFFERENTI PIANI ED ORIZZONTI

Cavalieri sottolinea il fatto che, ad oggi, le due società milanesi siano su un livello molto differente. I nerazzurri sono in netto vantaggio ed il professore spiega chiaramente il perchè:Per me non c’è partita: sono due casi molto differenti. Suning è una realtà solida e articolata, con rami di business da tempo nel sistema-calcio della Repubblica Popolare e anche per questo l’acquisizione dell’Inter è filata liscia. Si tratta di un colosso molto importante in terra cinese e, nonostante il governo asiatico sia molto puntiglioso sulle regole, il progetto era chiaro e non c’erano contraddizioni. Pochi mesi di trattative, poi il closing. Questo perchè negli ultimi tempi era uscito molto denaro dal Paese in parte con logica industriale, in parte no. Erano degli investimenti fittizi che nascondevano fughe di capitali ed evasione fiscale e quindi i controlli sono stati fatti a tappeto. Ma nel caso dell’Inter non c’è alcun dubbio che Suning sia molto solida e rinomata e, dopo tutte le procedure di rito, non ci sia stato alcun problema sulla chiusura della trattativa. Per quanto riguarda il Milan invece mi pare che ancora si debbano chiarire aspetti fondamentali come l’identità precisa della nuova proprietà e il futuro gestionale della squadra. Tutta la vicenda appare abbastanza opaca sin dai tempi di mister Bee, l’imprenditore sino-thailandese che rappresentava capitali cinesi e poi finito nel nulla. I milanisti meritano una grande nuova proprietà come è stata quella di Silvio Berlusconi”.

LE REGOLE CINESI NELLO SPECIFICO

Ma quali sono le rigide regole cinesi per arrivare al closing? Cavalieri lo spiega chiaramente: “Ogni investimento estero che abbia origine in Cina ha bisogno di specifiche autorizzazioni, in particolare da parte di tre enti: la National development and reform commission (Ndrc), il ministero del Commercio (Mofcom), infine (e forse la più importante), la State administration for foreign exchange (Safe). Prima di fornire il nulla osta, ognuno di questi attori verifica la coerenza tra le attività in patria e l’investimento all’estero. Insomma, se si possiede una società farmaceutica e si desidera acquistare una catena di ristoranti (o viceversa) scattano controlli e freni”.

 

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