Inter, è crisi di risultati: ecco quali sono le colpe di de Boer

Inter, è crisi di risultati: ecco quali sono le colpe di de Boer


Negli ultimi giorni in casa nerazzurra ha tenuto banco il caso Icardi-Curva Nord, lasciando in secondo piano un aspetto primario: l’Inter non sa più vincere.

Prima la sconfitta con la Roma, e dopo la pausa è arrivata anche quella clamorosa contro il Cagliari. E de Boer non è esente da colpe, anzi. Sono diversi i punti che spiegano gli errori di de Boer, tutti collegati tra di loro.

SQUADRA NON SUA. PERO’… – De Boer è arrivato all’Inter a fine mercato, avendo in mano una squadra non sua. Al suo arrivo erano già stati presi Candreva, Ansaldi e Banega. Gli acquisti di Gabigol e Joao Mario erano già stati decisi da tempo, e il suo approdo a Milano non ha cambiato i piani di Suning. Nonostante questo, però, dovrebbe cercare adattarsi alla squadra che ha in mano, che di certo non vale i soli 11 punti conquistati fino ad ora in campionato. Il tecnico nerazzurro ricerca incessantemente il possesso palla, non avendo però gli interpreti giusti per intavolare un gioco del genere (Miranda e Murillo non sono difensori dai piedi buoni, Medel altrettanto). Inoltre, ha la squadra in mano da un paio di mesi, e nonostante questo gli stenti sono ancora molti.

STILE DI GIOCO – E’ positivo il fatto che de Boer voglia sempre dominare le partite, ma talvolta rischia di esagerare. Come successo, ad esempio, con il Cagliari: l’Inter ha giochicchiato per gran parte del match, per poi trovare (fortunosamente) il gol del vantaggio. La squadra non era in gran condizione, ed era visibile. Nonostante questo il baricentro della squadra, anche sull’1-0, è rimasto eccessivamente alto, e anche a causa della pausa mentale che si son presi i giocatori, il Cagliari ha fatto ciò che voleva. 

de-boer-bologna

QUESTIONE DI DNA – E’ un punto legato a quello precedente. L’Inter, tranne rarissime volte, non è mai stata una squadra bella e vincente. Basti pensare all’Inter di Mourinho, che ha vinto molte partite giocate in maniera quasi inguardabile. Nel DNA di de Boer, invece, la ricerca del bel gioco è essenziale. Lui, come molti olandesi, è un’esteta. Ma, seppure sia un discorso un po’ retorico, il bel gioco del calcio olandese non ha mai portato dei gran risultati. 

Insomma, la colpa di de Boer può riassumersi in un unico concetto: va bene dare la propria impronta alla squadra, ma talvolta bisogna fare buon viso a cattivo gioco e cercare di andare incontro anche alle caratteristiche della propria squadra. Se de Boer è l’allenatore giusto solo il tempo potrà dirlo. Per ora, però, i risultati (11 punti su 24 in campionato, 0 su 6 in EL) gli danno torto.

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