C'era una volta il muro, l'involuzione di Murillo e Miranda

C’era una volta il muro, l’involuzione di Murillo e Miranda


Rispetto all’Inter di Mancini c’è una falla disastrosa che si è rivelata tale solo in questo campionato, la coppia di centrali Miranda e Murillo, un temo “Il Muro” oggi è lontana parente di quella scintillante, seppur con sbavature, dello scorso anno.

miranda lazio

Sopratutto Jeison Murillo pare l’ombra di se stesso, di quel difensore centrale che lo scorso anno era corteggiato da mezza Europa ora pare uno studente che non ha fatto i compiti in estate e stenta ad ingranare ad inizio anno. Contro la Roma Murillo ha dato il peggio di sé, superato a tripla velocità da Salah e in perenne ansia su Dzeko, sovrastato in tutto e per tutto e putroppo per il colombiano non è la prima volta quest’anno.

Il compagno di Murillo, Joao Miranda, ha passato un’estate dove c’erano anche le sirene di una promozione a capitano visti i grattacapi dell’entourage di Icardi, ma una volta rientrato in campo non solo non ha aiutato Murillo nelle sue sbavature ma è sembrato spesso distratto e fuori luogo, anche lui vittima ieri di una Roma che in avanti non dava punti di riferimento e accoltellava quando voleva le fasce nerazzurre.

L’unica nota positiva, se vogliamo chiamarla così per i due centrali, è che in casa non hanno concorrenza, il terzo difensore sarebbe Andrea Ranocchia ma per disperazione il popolo interista continua a preferire ancora Murillo, anche se di questo passo a gennaio andrà rifondato l’intero reparto arretrato, un tempo un muro e ora invece qualcosa di più simile ad un formaggio con i buchi.

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