PAGELLONE 2015-2016 / CENTROCAMPO: Brozovic "epico", Medel solito incontrista, Kondogbia in crescendo

PAGELLONE 2015-2016 / CENTROCAMPO: Brozovic “epico”, Medel solito incontrista, Kondogbia in crescendo


La stagione 2015-2016 volge al termine, con l’Inter capace di aggiudicarsi un quarto posto valevole per la prossima Europa League. Certamente meno attrezzata di Juventus, Napoli e Roma, la Beneamata – dopo un girone d’andata superlativo, nel quale ha illuso i tifosi di poter competere per lo Scudetto – ha osservato un brusco calo, rischiando addirittura un prepotente ritorno da parte delle dirette inseguitrici. Così non è stato, ed una parte del merito è anche di un centrocampo dalla doppia valenza: dotato di solidità e poco talento in mediana, qualità e tecnica nella trequarti.

Ecco il pagellone 2015-2016 del centrocampo dell’Inter:

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Medel 7: il “Pitbull” cileno è certamente una garanzia in mediana. Raccattapalle…in campo, incontrista a tratti insormontabile: insomma, un giocatore su cui Mancini ha puntato molto. L’ex Cardiff ha racimolato in stagione 28 presenze, condendole con 1 gol ed 1 assist, con 10 ammonizioni, senza dover mai abbandonare il campo anzitempo per decisioni arbitrali. Una media voto, la sua, che non arriva certamente al 7, ma doverosamente potenziata dallo spirito agonistico con cui scende in campo, lottando letteralmente su ogni pallone. Le “palle”, lui, le ha sempre tirate fuori. GARANZIA DI QUANTITA’

Kondogbia 6: L’ex Monaco è giunto a Milano come il giocatore della svolta, la pedina tanto desiderata da Mancini per apportare un pizzico di qualità ad una mediana troppo a “rallentatore”. L’Inter ha sborsato per lui più di 30 milioni di euro, una cifra che il Kondo ha pagato a caro prezzo nella prima parte della stagione. Un girone d’andata certamente al di sotto del suo potenziale e delle aspettative, tanto da far sorridere i cugini rossoneri per non averlo portato sull’altra sponda dei Navigli. Il ritorno, invece, è stato di un altro spessore: ha dato prova di poter dare – seppur solo a tratti – un livello di qualità tale da indurre la squadra a cercare maggiormente la verticalizzazione, sfruttando il peso specifico dell’attacco nerazzurro. 24 presenze per lui in stagione, 1 gol, 1 assist, 6 gialli ed 1 rosso. Una media voto ai limiti della sufficienza, ma con la consapevolezza (e l’obbligo) che la prossima stagione si consacri definitivamente, con la possibilità di sbagliare dello 0,00%. ESAME DI MATURITA’

Brozovic 7,5: Il 23enne croato è l’arma in più di questa Inter. Brozo ha compiuto letteralmente il salto di qualità nella sua seconda stagione in nerazzurro, facendo comprendere alla dirigenza quanto possa essere fondamentale ripartire da lui per tornare a competere con i migliori club d’Europa. Il classe ’92 ha dato prova di essere un centrocampista dotato di una duttilità tale da divenire importante sia in fase offensiva che difensiva. Il tiro dalla distanza, in più occasioni, è divenuto il suo cavallo di battaglia; è il trequartista che dal limite dell’area può far seriamente male, eccome. 30 presenze in stagione, 4 gol (uno più bello dell’altro), 4 assist7 ammonizioni. Una media voto certamente non così elevata, ma di questa Inter è uno dei principali simboli. Semplicemente EPICO

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Felipe Melo 5,5: Il brasiliano, sbarcato in nerazzurro a mercato ormai concluso, non doveva certo svoltare e ricamare qualità e talento sul prato di San Siro. Ma certamente ci si attendeva qualcosa di più dall’ex Galatasaray. Un avvio strepitoso, quasi da non credere. Il gol vittoria contro il Verona sembrava doverlo consacrare come il “salvatore” della patria nerazzurra. Invece no, è tornato tutto nella norma: 22 presenze, 1 gol, 1 assist, 6 gialli 2 rossi (di un rosso acceso, che gli son costati il posto e la fiducia di tecnico e società). Il suo ritorno in Italia è di quelli che non lasceranno scie e, con molta probabilità, a giugno l’Italia non sentirà più parlare di lui. AI TITOLI DI CODA

Gnoukouri sv: Classe 1996, della Costa d’Avorio. In Primavera ha convinto Mancini a portarlo in ritiro e concedergli l’opportunità di vivere una stagione da protagonista nella Prima Squadra. E la sensazione, a fine estate, era quella che tutto ciò potesse verificarsi. Il Mancio, però, non ha azzardato, relegando il 19enne ad una costante panchina, per la gioia di Stefano Vecchi. Segnali positivi ve ne sono comunque stati: 2 presenze ed una media voto comunque sufficiente. Giovane comunque di prospettiva. ACERBO

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