Stankovic: "Champions League obiettivo minimo ma non ci poniamo limiti. Con Mancini ho un rapporto fenomenale, sul mio ruolo..."

Stankovic: “Champions League obiettivo minimo ma non ci poniamo limiti. Con Mancini ho un rapporto fenomenale, sul mio ruolo…”

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Ai microfoni del quotidiano serbo Sportske Novosti, il club manager dell’Inter Dejan Stankovic ha parlato del suo ruolo nel club e del momento della squadra. Ecco l’intervista di Deki.

Ha nostalgia della lontananza dal campo da gioco?
“Ci sarà sempre, però io sono fortunato di essere ancora vicino al terreno di gioco. Vivo con l’Inter, sono in costante contatto con i giocatori e trovo quell’equilibrio che facendo un altro lavoro penso che perderei”.

Che differenze ci sono fra il ruolo di club manager in Italia e quello da manager inglese?
 “Questo ruolo mi permette di lavorare con l’allenatore, seguo il lavoro, se è necessario intervengo. Sono qui per aiutare Roberto Mancini come mi è stato chiesto, ma non entro nel merito delle scelte tecniche. E’ un lavoro interessante, non come l’allenatore ma sicuramente offre prospettive più importanti. L’esperienza da vice di Andrea Stramaccioni a Udine? E’ stata una bella esperienza, perché ho capito come il calcio vissuto fuori dal campo sia un mondo completamente diverso da come lo vedi in campo, dal lato del campo vedi tutto con occhi nuovi. Sono felice di aver lavorato in Serie A come allenatore e sono felice ora di quello che faccio nella mia grande Inter”.  

Qual è l’obiettivo stagionale dell’Inter?
“Puntiamo alla Champions League, pur con tutti i cambiamenti fatti. Lo scudetto? Vediamo, il campionato è lungo e la corsa penso che sarà viva fino all’ultima giornata. Abbiamo perso le ultime due gare in casa contro Lazio e Sassuolo, cose che possono succedere. Ma ci siamo, vogliamo e possiamo arrivare in fondo. Siamo una bella squadra, tecnicamente eccellente e ricca di talento. E Mancini ha inventato qualcosa di nuovo. Cambia sempre formazione così l’allenatore avversario non sa mai chi scenderà in campo, ma anche noi che gli siamo sempre vicini. E sorprende tutti”.

Chi è l’avversario da temere nella lotta al vertice?
“Sempre la Juventus. L’ho detto anche quando hanno avuto quel brutto avvio di campionato. Hanno cambiato 4-5 giocatori, ma ora hanno inanellato nove vittorie di fila e sono di nuovo lì. Non ho paura ma rispetto della Juventus. La Fiorentina gioca un buon calcio con Paulo Sousa, ma con la Lazio ha perso. Il Napoli ha un nuovo allenatore comeMaurizio Sarri, sta facendo un ottimo lavoro, il suo gioco è bello ed efficace in casa e fuori, ed è in testa. Se prenderà altri due giocatori a gennaio sarà una seria contendente per il titolo. Un campionato così non avrebbe potuto essere più interessante, con un pasticcio di cinque squadre in pochi punti”. 

Com’è il rapporto tra lei e Mancini?
“Eravamo compagni di squadra, poi mi ha allenato. La nostra collaborazione continua da anni, il nostro rapporto è fenomenale. E Mancini è maturato molto come allenatore, l’Inghilterra gli ha fatto bene, è tornato in Italia diverso. Si sente l’esperienza vissuta sull’isola, ora ha sempre tutto sotto controllo, non teme più sorprese”.

Come valuta il momento del calcio italiano?
“I tempi cambiano, ma c’è la qualità nel rendimento. C’è stato un periodo di crisi, ma poi l’Inter ha vinto la Champions e qualche anno dopo la Juventus è arrivata in finale. Penso che con l’inverno e soprattutto nel prossimo mercato estivo si confermeranno le mie parole e il calcio italiano tornerà a essere nell’elite europea. Col calcio serbo, con tutto il rispetto, non c’è paragone. Ma sono ottimista per il futuro perché la Serbia è un serbatoio inesauribile di grandi talenti”.

Marko Grujic è stato a lungo seguito dall’Inter ma ha firmato per il Liverpool. Cosa ne pensa?
“Penso che abbia fatto bene a rimanere alla Stella Rossa fino a giugno perchè è un ottimo giocatore e può chiudere con calma la sua avventura in Serbia per poi andare in Inghilterra. Io stesso firmai con la Lazio a marzo e rimasi alla Stella Rossa fino a giugno”. 

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