Editoriale - Oltre i limiti della decenza

Editoriale – Oltre i limiti della decenza


Ora Basta!
Va bene andare avanti sempre da soli, va bene non avere nessuno che tessa le lodi della squadra o almeno non insulti di continuo i nerazzurri, ma così è troppo. Si è superato ogni limite di decenza.

Si va oltre la prostituzione intellettuale, oltre la normale (per i nerazzurri) rivalità dei media, oltre ogni sopportazione, si è arrivati al ridicolo, all’odio, all’invidia che acceca e che non trova sfoghi.  Almeno l’FC Internazionale dovrebbe rispondere lasciandoli soli, con un silenzio stampa lungo un campionato, non ritenendo più molti interlocutori degni di esserlo.
Un amico dei nerazzurri, Josè Mourinho, appena pochi giorni fa ha chiarito alla stampa inglese, rea di avere oltrepassato i limiti, che non avrebbe avuto più nulla da dichiarare ai giornalisti.
Così dovrebbero fare Mancini e tutti gli addetti ai lavori nerazzurri.

L’Inter con il suo condottiero sono in testa alla provvisoria classifica di Serie A.
Se ne facciano una ragione tromboni e nemici, grandi saggi del calcio parlato e lacchè di primo e di ultimo pelo. Così è e la notizia è che la Beneamata darà fastidio a molti fino alla fine.

Ma non basta. Non basta essere lì, non basta aver la miglior difesa, non basta aver portato in Italia un muro difensivo che non si vedeva dagli anni del Triplete (anche quello Solo nerazzurro). Non basta mostrare una compattezza ed una solidità non presenti altrove nella massima serie italica.
Non basta neppure mostrare al mondo un allenatore che non solo ha il polso della situazione della sua squadra ma ha un coraggio ed una capacità di leggere e gestire le situazioni che ricorda solo Sacchi, Mourinho e pochi altri. Nella partita più importante di questo breve inizio di stagione, il condottiero ha lasciato in panchina il suo ariete e modificato mezza squadra, lasciando a bocca asciutta e con la penna in mano chi era già pronto a sputare veleno al minimo errore. Inter-Roma 1-0 e tutti a casa.
Ma di veleno come di inchiostro ce n’è da vendere esattamente come di prostituzione intellettuale e quindi Medel, cioè un Gattuso cileno con maggior senso tattico e visione di gioco, diventa il brutto del calcio e meritevole di un 4 in pagella reo di non parlare come un sommo oratore la lingua italica.
Ma non basta e quindi oltre i normali parametri calcistici, ecco l’indice di fortuna per le squadre di calcio, no non per tutte solo per i nerazzurri.
E ancora problemi societari, caso Icardi, schiavitù della banche e chi più ne ha più ne metta.

Un vecchio coro non proprio amichevole di molte curve recitava: “Se volete caricare siamo qua…”.
Ecco l’Inter è qua, più in palla che mai ma con Voi magari non ha niente da spartire.

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