Zanetti: "Riporteremo l'Inter dove merita. Ci sono segnali di ripresa nel calcio italiano. Calciopoli..."

Zanetti: “Riporteremo l’Inter dove merita. Ci sono segnali di ripresa nel calcio italiano. Calciopoli…”


Terminata la sua carriera da calciatore, continua ad essere un tassello fondamentale in casa Inter. Zanetti non si stanca mai di rappresentare la sua Inter e, in qualità di vicepresidente, parla ai microfoni della Web Tv del Corriere dello Sport.

Nell’arco della sua lunga ed onorata carriera Javier ha puntato tutto sul rispetto, che oggi gli viene riconosciuto dai tifosi non solo interisti: “Ho costruito la mia carriera basandola sul rispetto. Questo è appagante soprattutto quando vedo l’affetto che i tifosi, e non solo quelli nerazzurri, hanno nei miei confronti”.

Thohir non ha potuto rinunciare a lui e adesso l’ex capitano è in prima linea, pronto a supportare i suoi giocatori ed ex compagni e la società: “La nostra intenzione è quella di formare una squadra competitiva nel più breve tempo possibile. Sarà una sfida anche alla luce del momento non buono del calcio italiano, ma insieme alla nostra attuale dirigenza, al presidente Thohir e alla famiglia Moratti faremo il possibile per riportare l’Inter al posto che merita“. 

L’Inter tornerà in alto e, secondo Zanetti, sembrano esserci le basi affinché tutto il calcio italiano si riprenda: “In ogni caso penso che il fatto che ci siano tre squadre nelle semifinali delle coppe europee sia un segnale di ripresa per il nostro calcio e spero si stia verificando un’inversione di tendenza. La soluzione per invertire la rotta? Speriamo si possano costruire stadi nuovi adatti alle famiglie, più confortevoli e che presto si possano creare la mentalità e la cultura adatte a far compiere un salto di qualità”.

Infine, la sua risposta a una domanda su un evento che ha segnato la sorte del calcio italiano, Calciopoli: “È una pagina nera del calcio italiano, purtroppo è esistita, è stata sotto gli occhi di tutti. Non si può far finta di aver perso la memoria. Ora, però, bisogna andare oltre”.

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