Quando l'invidia MO(U)stra l'odio per la superiorità altrui

Quando l’invidia MO(U)stra l’odio per la superiorità altrui


Ieri sera nella sfida valevole per il passaggio ai quarti di Champions League, il PSG con un eroico pareggio in inferiorità numerica, è riuscito ad avere la meglio sul Chelsea di Josè Mourinho. L’allenatore portoghese ha fatto mea culpa a fine partita, congratulandosi con la squadra parigina di Blanc: “Hanno meritato, erano molto più aggressivi di noi”.

A fine gara, dopo i supplementari, è cominciata un’altra partita “social”. Mourinho ha tanti estimatori quanti detrattori nel mondo del calcio. Ecco allora un numero spropositato di sfottò e fotomontaggi su Facebook e Twitter, a deridere il tecnico di Setùbal.

Josè è antipatico a molti, in Inghilterra i tifosi delle squadre rivali del Chelsea si saranno sbizzarriti nel deridere i Blues, e questo sembra più che lecito. Più sorprendente invece è che la meritata sconfitta del Chelsea, abbia monopolizzato il pensiero dei tifosi italiani (non interisti) nella serata di ieri.

L’equazione secondo cui Mourinho = Inter, ha distorto le opinioni di ogni tifoso rivale dei nerazzurri. Ieri a perdere meritatamente sul campo era il Chelsea, non l’Inter. E allora perchè tutto questo clamore? Evidentemente l’invidia di ciò che ha saputo fare Mourinho all’Inter è stata sottovalutata. A distanza di ben 5 anni dal leggendario Triplete interista, la ferita è ancora aperta nei tifosi avversari. La consapevolezza che il massimo fautore di quell’impresa è stato un allenatore tanto “antipatico” quanto “senza peli sulla lingua”, corrode gli animi del tifo del resto d’Italia. L’unica tifoseria a omaggiare all’epoca il tecnico portoghese, fu quella laziale con uno striscione eloquente: “Mourinho uomo vero in un calcio finto”.

Le conferenze e le dichiarazioni di Josè, nelle sua breve e vincente storia all’Inter, hanno portato a galla per la prima volta in Italia tutto quanto di marcio sembrava esserci. A partire dalla ormai celeberrima “prostituzione intelletuale” fino ad arrivare a “in Italia c’è solo un’area di rigore lunga 25 metri (ndr quella della Juventus)”. Verità scomode, che hanno scosso talmente tanto dal torpore le anime calcistiche nel lustro passato, da rimanere ferite aperte anche oggi nel 2015.

I tifosi interisti saranno per sempre grati all’allenatore portoghese, sorridendo ad ogni sua vittoria e rattristandosi ad ogni sua sconfitta. Per sempre rimarrà la consapevolezza di essere entrati nella Leggenda con Josè Mourinho, e quando i ricordi sembreranno troppo lontani, ci penseranno i tifosi avversari (come successo ieri) a rispolverare la fierezza di una simile impresa ineguagliabile nel panorama calcistico italiano.




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