#AskKovacic: "Mi piace molto l'Italia. Il 10 non mi crea pressione. Mi ispiro a.."

#AskKovacic: “Mi piace molto l’Italia. Il 10 non mi crea pressione. Mi ispiro a..”


Kovacic è stato protagonista del consueto botta e risposta del venerdì con i tifosi, i quali hanno posto molte domande al talento croato su Twitter attraverso l’hashtag #AskKovacic. Inizia con una breve introduzione:

La partita col Napoli sarà difficile ma bella perché loro provano a giocare e ci saranno spazi anche per noi. In Italia le squadre sono molto chiuse, soprattutto per noi. Vedono in me il Pirlo giovane? Non sarebbe male ripercorrere la sua carriera..“.

Poi partono le domande dei tifosi:

Qual è il tuo cantante preferito?
Non so, scelgo un deejay perché ascolto più questa musica: mi piace Steve Aoki, sono già andato ad un festival a Spalato a sentirlo

Cosa ti piace più dell’Italia?
E’ un bel paese, anche quando viene la mia famiglia si divertono sempre. Vedono il Duomo, ma soprattutto qui i ristoranti sono ottimi. Nel mio paese è più tranquillo, lì posso fare passeggiate in tranquillità

Tre oggetti dai quali non ti separi mai?
Una Madonnina che mi hanno regalato e che porto sempre con me, poi ovviamente un pallone e infine un libro da leggere la sera per rilassarmi

Con quale compagno hai legato di più? Chi è il più simpatico?
Mi frequento con molti, soprattutto con quelli che parlano la mia stessa lingua, come ad esempio con Brozovic che la mia stessa età, ma anche Handanovic, Kuzmanovic, Vidic. Ma un po’ con tutti, anche Juan Jesus, che mi ha insegnato l’italiano. Molti hanno le mogli, quindi non possiamo uscire sempre ma ho trovato Dodò che è single e quindi esco con lui. Il più simpatico? Tutti dicono Nagatomo ed è vero, è molto simpatico

Quando giocavi nella Dinamo guardavi il calcio italiano? Cosa pensavi dell’Inter?
Il calcio italiano guarda molto alla tattica, è difficile ma i risultati si ottengono: basti pensare al mondiale 2006, o all’Inter nel 2010, lo stesso Milan ha vinto molte Champions. Quando ero alla Dinamo seguivo tutti i campionati, quindi anche Inter, Milan e Juventus. Seguo anche oggi spesso il calcio spagnolo e tedesco. Il Wolfsburg? Hanno una squadra forte, che è seconda in classifica, con molte individualità di livello. Basti pensare al mio connazionale Perisic, o a Dost, Schurrle, De Bruyne.. Poi sono secondi in classifica, vidi la partita dove sconfissero per 4-1 il Bayern Monaco, mi hanno fatto un’ottima impressione

C’è un motivo per cui giochi con i calzettoni abbassati?
No, mentre gioco scendono, non sono molto attento a queste cose

Come festeggerete il compleanno di Berni? Fate cose tranquille..
E’ un bravo portiere oltre che una brava persona. Lunedì porta qualcosa perché prima c’è la partita, non so se festeggia

Il tuo sogno da bambino era fare il calciatore?
Si. Mi ricordo che davanti casa giocavo io contro 2-3. Mia mamma mi guardava e mi diceva che ero bravo, lei a 5 anni mi portò al primo allenamento. Non potevo fare nient’altro

Hai insegnato qualche parola di italiano a Brozovic? E’ un bravo studente?
Mi chiede tante volte cosa dice il Mister perché non capisce. Non è facile imparare una nuova lingua, lui poi conosce bene l’inglese. L’italiano deve ancora impararlo

Cosa ti manca della Croazia?
Mi manca la famiglia, gli amici. Solo le persone, non tanto il Paese in per sé. Forse lì c’è più tranquillità, ma mi mancano le persone

Il più simpatico, il più serio e il più pazzo dello spogliatoio?
“Nagatomo come detto il più simpatico. Il più serio sicuramente Samir Handanonovic, che è un uomo molto serio. Per me è un idolo, è professionale per come lavora, come mangia.. Il più pazzo Juan, ma soprattutto per me può diventare un campione, perché ha forza fisica, velocità”

Il gol memorabile della tua carriera?
Il mio primo gol con la Dinamo Zagabria e il primo sempre con la Dinamo in Champions League

Qual è il tuo vero ruolo?
Da piccolo giocavo come ora dietro le punte. Alla Dinamo Zagabria giocavo come mediano perché non molti sapevano prendere e portare la palla. All’Inter prima ho giocato da regista, poi da mezzala e ora il mister pensa che davanti posso dare di più. Essendo giovane, per me è importante imparare 2-3 ruoli

Il fatto che molti tifosi dicono tu sia un fenomeno ti mette più pressione o ti spinge a fare meglio?
E’ un complimento per me ma non mi sento così, comunque mi dà felicità, non pressione. Nel calcio si gioca per vincere, ma per me è comunque un divertimento. Devo imparare ad essere più serio, a volte tengo palla e la perdo, ma son cose che migliorerò crescendo

Ti piacerebbe emulare Zanetti? Che rapporto hai avuto con lui?
Non ci sono parole per lui: era qui da venti anni, ha fatto la storia, il numero 4 non può prenderlo più nessuno. Da lui se posso prendere tutto prendo tutto: anche a quasi 40 anni aveva una velocità incredibile, molti a 34-35 non sono più ad alto livello, invece ad un’età avanzata lui ha vinto la Champions. Con lui aveva un ottimo rapporto e anche ora

Quanto tempo dedichi ai tiri in porta?
Mi alleno molto, sono giovane e posso imparare ancora molto. Ho lavorato molto sul tiro perché se non tiri non segni

Cosa ti disse Stramaccioni per convincerti a venire all’Inter?
Non fu nessuno a convincermi, mi arrivò l’offerta dell’Inter agli ultimi minuti del mercato e ovviamente ho detto si. Mi sono trovato bene, Stankovic mi ha aiutato molto. Non ci sono parole per lui, è anche molto disponibile con me e io con lui

Come ti sei sentito dopo quel gol con la Lazio?
Molto bene, non me l’aspettavo. Ho tirato ed è entrata, ma è stato un peccato che non abbiamo vinto

Cosa si prova ad essere il numero 10 di una grande squadra come l’Inter?
Può essere un peso, perché nell’Inter il 10 l’hanno avuto Baggio, Ronaldo, Sneijder. Ma per me non è un peso, un numero è solo un numero

A quale calciatore del passato o del presente ti ispiri?
Ora mi ispiro a Modric: lo conosco bene, il Real non è lo stesso quando lui non gioca. Anche lui prima giocava trequartista, ala sinistra e poi mediano

Un consiglio per tutti quelli che vorrebbero diventare calciatori ed andare in una grande squadra come te
Sono andato una volta a dare i premi ai “piccoli”, ma c’erano giocatori di 50, 60 anni. Mi chiedevano consigli e gli dissi di lavorare duro, non avevo capito bene (ride, ndr). Il mio consiglio per i giovani non è solo per il calcio: prima di tutto devi essere una brava persona, nel calcio i bambini si devono divertire, non giocare per pressione dei genitori. I miei genitori mi hanno fatto scegliere, ma io volevo giocare al calcio“.




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