Kovacic: "Devo migliorare in fase difensiva. La Serie A è difficile, ma voglio diventare un leader. Il mio rapporto con Mazzarri..."

Kovacic: “Devo migliorare in fase difensiva. La Serie A è difficile, ma voglio diventare un leader. Il mio rapporto con Mazzarri…”

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Dopo l’ottima prova messa in campo contro la Sampdoria, Mateo Kovacic parla ai microfoni di Sky Sport 24 del suo inserimento nella squadra nerazzurra: “Sono contento, sono arrivato nell’Inter, un grande club, sono giovane e devo imparare ancora tanto. Che tipo sono nella vita privata? A me piace stare a casa o andare fuori a cena con amici, non mi piace fare tanto casino, sono un ragazzo tranquillo, mi piace stare in casa con gli amici e guardare un film. Qui mi trovo bene penso che il calcio italiano sia tanto difficile, non ci sono tanti spazi come in Inghilterra o Spagna, ma impari tante cose come la fase difensiva e la fase tattica che sono molto importanti, mi manca ancora fare gol, ma ho tempo”.

E il tempo del suo primo gol con la maglia dell’Inter potrebbe arrivare proprio a Parma: “Speriamo, dico così in ogni intervista ma il gol non arriva mai (ndr, sorride). Che cosa mi manca? Mi manca credo anche un po’ di furbizia, vedo l’uomo ma non vedo ancora bene la porta, ma parlo con il Mister e con i giocatori con esperienza per migliorare su questo aspetto. Lavoro sulla conclusione? Si, sto lavorando su tutto, anche sulla fase difensiva e su dove sto in campo quando la palla è a destra o a sinistra”.

Si parla anche del rapporto con Walter Mazzarri, un rapporto che cresce cosi come i miglioramenti dello stesso Mateo: “Noi parliamo sempre da quando lui è arrivato, sia quando gioco meno che quando gioco di piu. Lui sa che con la palla sono bravo, ma che ho bisogno di capire come muovermi anche senza palla. Parliamo molto, anche della vita privata. Sono contento che lui sia qui e che io posso imparare ancora di più. Che cosa mi dice? Di stare tranquillo, soprattutto in questo periodo nel quale non ho giocato molto, di allenarmi bene. Adesso ho giocato con la Samp, ho fatto benino e continuo così”.

Se abbia mai pensato di andare a fare esperienza in qualche altra squadra è lo stesso Kovacic a spiegarlo: “Questo è un processo, ho parlato anche con giocatori con più esperienza e mi hanno detto che questo è normale, come è normale che sia stato arrabbiato quando non ho giocato, è normale per qualsiasi giocatore che non giochi, è stata un’arrabbiatura positiva. La partita contro la Juventus è stata la scintilla per voler fare meglio? Sul primo gol è stata colpa mia, non ho fatto la copertura su Lichtsteiner – riflette Kovacic –, ho rivisto tantissime volte quella partita e penso che con la palla ho fatto tutto bene, ma nella fase difensiva non è andata così”. E sull’avere o meno le caratteristiche per diventare un leader dell’Inter: “Speriamo, il calcio italiano secondo me è molto difficile perché non ti puoi girare, non hai spazio. Sono ancora giovane, ho tanto da migliorare, ma sì voglio diventare un leader dell’Inter.

Si parla anche di che cosa l’esperienza di partecipare al Mondiale con la sua nazionale possa rappresentare la sua crescita personale: “Per noi è molto importante perché noi siamo un paese piccolo, abbiamo molti talenti, dobbiamo fare questo Mondiale bene e io posso solo imparare da questo. Quanto manca per vedere un Kovacic al cento per cento? Non mi piace parlare tanto di me stesso, voglio solo giocare, stare bene e fare bene. Non ho ancora 20 anni, magari a 22 anni puoi essere un bravo giocatore. Tra i miei compagni guardo e imparo da Zanetti, che ha tanta esperienza, dal Cuchu che fa benissimo la fase difensiva, guardo tutti anche Diego che fa sempre gol o Rodrigo. Se è da loro che imparo l’italiano? Handanovic mi aiuta tanto, con lui sto molto bene. E’ stato proprio lui a dirmi la cosa più bella da quando sono qui e cioè che a volte la strada va su e a volte giù, questo è il calcio come la vita. Samir è un grande professionista e da lui si può imparare molto. Prossimi anni possono essere quelli della consacrazione con questa maglia? Io non penso tanto ai prossimi anni, io penso giorno dopo giorno”.

 

Fonte: inter.it

 

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