D'Ambrosio: "Spero di mettere in difficoltà Mazzarri, ma rispetto le sue scelte. Il nostro obiettivo..."

D’Ambrosio: “Spero di mettere in difficoltà Mazzarri, ma rispetto le sue scelte. Il nostro obiettivo…”

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Intervistato da Roberto Monzani e Nagaja Beccalossi, Danilo D’Ambrosio si è raccontato per InterNOS programma in onda il mercoledì sera su Inter Channel.

Con l’esterno nerazzurro si discute non solo del presente, ma anche di quando scelse di rifiutare una proposta del Chelsea per approdare alla Fiorentina: “Non è stata una scelta sofferta perchè insieme alla mia famiglia avevamo deciso di andare a Firenze per fare un percorso più tranquillo, avevo 15 anni. Anche perchè poi avremmo dovuto dividere la famiglia perchè mio padre sarebbe venuto con me e mia madre sarebbe rimasta con mio fratello, che fa il calciatore e gioca nel Lecce. Anche perchè la scelta ricadeva pur sempre su Firenze, un club blasonato, nuovo, ma con Cesare Prandelli, Pantaleo Corvino. Io e mio fratello abbiamo giocato insieme a Firenze, poi le nostre strade si sono divise ma io spero sempre di ritrovarci insieme prima o poi”.

Si torna poi a parlare di Inter: Sono arrivato in un grande club, all’inizio è normale ci fosse un po’ di ansia, ma nella partita giocata contro il Verona ero assolutamente tranquillo, magari era un po’ di tempo che non giocavo un match da titolare, ma a livello psicologico sto benissimo. L’impatto del passare dal Torino all’Inter l’ho sentito, ma ora è passato e continuo a lavorare.

E, nel giorno della festa del Papà, si scoprono anche aspetti più personali della vita di Danilo: “In famiglia chi mi critica di più è mio padre. Prima che arrivassi all’Inter, dopo ogni partita mi diceva: ‘Abbiamo messo un altro piccolo mattoncino’. E mi diceva così ogni partita fino a quando gli ho chiesto: ‘Papà, ma quando sarà finita questa casa?'”.

Parlando dei compagni con i quali ha legato di più da quanto è arrivato all’Inter: “A livello di simpatia, Nagatomo mi è simpaticissimo, fa ridere tutti noi. Poi Zanetti, Palacio, Milito, Mudingayi, ma tutti davvero tutti. A proposito di questo, rispondendo a chi diceva che nella partita contro il Verona ero tranquillo, posso dire che anche in campo i miei compagnia mi hanno aiutato tanto. Prossime partite? come ho già detto, è chiaro che io lavoro e mi alleno per mettere in difficoltà l’allenatore, poi rispetto tutte le scelte e aspetto il mio turno”.

“Che cosa mi aspetto dalla prossima stagione? Il nostro obiettivo è arrivare in Europa e posizionarci il più in alto possibile – conclude –. Io voglio crescere ma, come ho sempre detto, le parole le porta via il vento quello che restano sono i fatti e giorno per giorno devo migliorare e sapere che, l’anno prossimo con le coppe, devo farmi trovare ancora più pronto. Il mio obiettivo è quello di crescere, migliorarmi e poi, avendo un allenatore che punta tanto sugli esterni, di imparare il più in fretta possibile quello che lui vuole”.

 

Fonte: inter.it

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