Prove di riappacificazione tra Guarin e l'Inter. Ma che ne sarà del colombiano?

Prove di riappacificazione tra Guarin e l’Inter. Ma che ne sarà del colombiano?

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La quiete dopo la tempesta, o almeno così pare. All’inaspettato dietrofront di Thohir, nell’ambito della trattativa che avrebbe portato Fredy Guarin a vestire la maglia della Juventus in cambio dell’arrivo di Vucinic a Milano, era seguita la notizia della concessione di due giorni di permesso al colombiano. Un iter necessario per far calmare le acque sopratutto a livello mediatico e dopo i comunicati al veleno che, in questi giorni, sono seguiti tra la dirigenza bianconera e i vertici nerazzurri.

Il “caso Guarin”, fino a ieri, faceva presagire un unico epilogo possibile, ovvero la cessione obbligata del centrocampista sudamericano in questa sessione di mercato. Proprio ieri, però, è stato lo stesso giocatore a dare una risposta importante e inattesa, presentandosi all’allenamento mattutino e rinunciando di fatto al secondo giorno di permesso (in vista dei prossimi Mondiali sarebbe deleterio intraprendere un braccio di ferro con il proprio club di appartenenza, ndr). Un atteggiamento sicuramente gradito dall’Inter che ora cercherà di trovare la soluzione più proficua sia per gli interessi della società che per quelli del giocatore.

Ricucire i rapporti non sarà sicuramente una cosa semplice, ma un primo tentativo potrebbe essere fatto già domenica con la possibile convocazione del numero 13 nerazzurro in occasione del match casalingo contro il Catania. Il riavvicinamento che sembra concretizzarsi tra Guarin e l’ambiente interista, rappresenta un chiaro messaggio per tutte le pretendenti del giocatore che vorrebbero approfittare della situazione per ottenerne il cartellino ad un prezzo di saldo.

In questi giorni si è fatta sempre più calda la pista che spinge l’ex Porto verso la Premier League: all’ormai noto interessamento del Chelsea di Mourinho, che poi ha virato su Matic, si è aggiunto quello del Manchester United e del Tottenham, la cui offerta non va oltre i dieci milioni di euro, cifra lontana dai quindici chiesti in Corso Vittorio Emanuele.

Sarà necessario adottare strategie intelligenti per evitare uno “Sneijder bis” e per regalare a Mazzarri una rosa competitiva che permetta di scalare una classifica poco soddisfacente. Una cosa è certa: fino al 31 gennaio ogni scenario è da considerare possibile, in un periodo in cui i colpi di scena sono dietro l’angolo.

Filippo Mauro

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