Inter nelle mani di Thohir. Ecco le prime reazioni dell’ambiente nerazzurro

Moratti Gianfelice Facchetti
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Inter nelle mani di ThohirL’Inter è ormai pronta alla svolta epocale che sta portando Massimo Moratti a lasciare il posto a Erik Thohir e la sua squadra, formata da un mix di finanza e sport per garantire un futuro roseo alla società nerazzurra.

Dopo l’accordo raggiunto tra i due imprenditori, che porterà il tycoon indonesiano ad acquisire il 70% della Beneamata, diversi personaggi del mondo nerazzurro hanno voluto ricordare i diciotto anni di presidenza Moratti con delle lettere apparse stamani sulle pagine de La Gazzetta dello Sport.

Gianfelice Facchetti – Nato a Milano il 28 agosto 1974, il figlio di Giacinto spera che lo spirito nerazzurro non tramonti mai, nemmeno sotto la gestione di un indonesiano: “Cosa resterà di tanta bellezza? Sarà sempre e solo Inter o una multinazionale del pallone? E i suoi tifosi? Vivranno ancora di sogni o saranno destinati a diventare solo clienti per la gioia di un gol? Fossi in Moratti, prima dell’ultima firma inviterei Thohir a salire in macchina per un lungo viaggio da nord a sud tra gli Inter club, da Agordo a Sciacca, passando per Follonica. Chilometro dopo chilometro potrebbe raccontargli di Corso, Herrera e Ronaldo, spiegargli con parole milanesi cosa sia il «fantasma nerazzurro» tanto caro a poeti come Vittorio Sereni, fargli assaporare il sapore spaventoso del ves bauscia”.

Giuseppe Bergomi – Ha indossato per vent’anni la casacca nerazzurra onorandola in giro per il mondo. Adesso ha intrapreso la carriera da allenatore e commentatore televisivo, ma lo Zio non manca mai di rivolgere un pensiero alla Beneamata: “Sto seguendo questa cessione dell’Inter con grande interesse, non solo professionale, e mi sono convinto che Moratti ha individuato in Thohir il personaggio in grado di fare il bene del club portandolo nella top ten mondiale per diffusione del brand e quindi ricavi. Cosa si aspetta il tifoso dal nuovo proprietario? Beh, qualche ritocco sul mercato di gennaio. Sapendo però che la base è solida e l’allenatore merita ampia fiducia perché sta dimostrando di essere in grado di ricavare il massimo da un gruppo che, ripeto, mi sembra comunque affidabile. Io penso che Thohir nei ruoli chiave piazzerà gente di sua fiducia, pure a livello tecnico. Di solito usa così e poi lui viene da un altro mondo, a maggior ragione vorrà circondarsi di amici fidati. Massimo Moratti merita un ringraziamento dal popolo nerazzurro per la passione che ha sempre garantito alla squadra. Ha saputo resistere agli insuccessi, è andato avanti con ostinazione facendo tesoro degli errori commessi. E dalla sofferenza alla fine ha tratto la forza per vincere tutto”.

Sinisa Mihajlovic – Il difensore serbo ha indossato per soli due anni la maglia dell’Inter, ma se la sente cucita addosso come una seconda pelle: “Rinunciare a chi si ama per il suo bene è forse l’atto più grande e puro che c’è. Ed è questo che Moratti sta facendo: come un padre che accompagna sua figlia all’altare dopo averla vista nascere e crescere. Moratti per l’Inter e per chi ne ha fatto parte non è stato solo un Presidente, è stato un padre, un riferimento, un esempio di stile e di comportamenti. Ho vissuto nell’Inter gli ultimi due anni della mia carriera di calciatore e i primi due da vice allenatore. Non ricordo un solo incontro con Moratti in cui non mi abbia colpito per disponibilità, gentilezza, generosità. E ogni volta pensavo: ecco come vorrei essere io un giorno. La dimostrazione di come classe ed equilibrio possano fondersi con la passione e l’entusiasmo. In quegli anni belli la nostra Inter è stata davvero una grande famiglia. Ed è stato un motivo di orgoglio per me, per noi, non solo vincere tanto, ma farlo per Moratti che ti sapeva trasmettere il suo attaccamento ai colori. Dopo i successi gli leggevi negli occhi la felicità di un tifoso bambino. “Sinisa un giorno allenerai l’Inter”, me l’ha ripetuto spesso. E ci sono andato vicino: io e lui lo sappiamo bene. Alla fine non è successo. Ma il mio sogno resta, anche se non potrò coronarlo con lui. Da tifoso interista non posso che rivolgergli un immenso grazie. A Thohir invece va un grande in bocca al lupo, sono sicuro che potrà essere l’uomo giusto per un nuovo grande ciclo. La garanzia ce la dà proprio Moratti: non avrebbe mai lasciato il suo amore in mani sbagliate”.