Vertice a Parigi tra Moratti e Thohir. Sciolto l’ultimo nodo giuridico, la cessione è vicina

Erick Thohir
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Moratti e ThohirDopo una lunga estate di attesa, rinvii e trattative, Erick Thohir sta per entrare prepotentemente, e ufficialmente, nel mondo nerazzurro. Stando a quanto riportato questa mattina da La Gazzetta dello Sport, da ieri è entrata nel vivo la trattativa tra Massimo Moratti e il tycoon indonesiano per dare vita alla partnership che si occuperà della gestione futura dell’Inter. La novità sostanziale è che anche il magnate asiatico ha raggiunto in mattinata Parigi, dove già da due giorni erano riuniti in una seduta non stop i vari consulenti legali e finanziari delle due parti, che da mesi stanno apparecchiando il tavolo per il passaggio del 70% delle quote nerazzurre a Thohir.

Il summit si sta svolgendo nella sede della banca d’affari Lazard di Parigi, città fra l’altro cara a Moratti, che alla capitale francese si sente legato anche dal ricordo di un’altra stretta di mano importante, quella che diede inizio all’era nerazzurra di José Mourinho. E il senso della chiusura di un cerchio, ieri, è stata data dall’arrivo quasi contemporaneo di Thohir e di Moratti, che da praticamente tre giorni aveva fatto perdere tracce di sè. Lunedì il presidente interista risultava all’estero per affari legati alla Saras e presumibilmente aveva fatto tappa a Londra, anche per motivi di famiglia. Poi era annunciato di rientro a Milano martedì mattina, anche per intervenire in serata ad un evento Pirelli dell’amico Tronchetti Provera. Invece il petroliere ha prolungato la propria permanenza all’estero, spostandosi a Parigi: è stata proprio l’opportunità (o necessità) di sedersi allo stesso tavolo con l’indonesiano, e dunque la netta, o definitiva, accelerazione della trattativa a fargli cambiare programma. È il terzo e a questo punto decisivo faccia a faccia tra i due, dopo quelli del 25 maggio e del 25 luglio. Un vertice che dovrà gioco forza partorire un verdetto definitivo: nell’immediato, o comunque in tempi relativamente brevi.

Le sorprese, in trattative così, possono essere sempre dietro l’angolo, ma tutto lascia pensare che stavolta la fumata possa essere bianca. E c’è un particolare, più di altri, che lo lascia credere: si sapeva che Thohir sarebbe tornato in Europa soltanto se e quando avesse avuto l’ok dai propri tecnici per la chiusura. E infatti le discussioni di ieri sono state definite molto positive. In linea teorica l’accordo e le firme potrebbero anche essere arrivati nella notte, visto che questo passaggio (signing) non comporta annunci ufficiali. Quelli arriveranno nella seconda metà di ottobre, quando avverrà l’effettivo pagamento che comunque dovrebbe essere dilazionato in tre anni e il conseguente passaggio delle quote (closing).

Non resta dunque che attendere, ma sembra proprio che Moratti si sia definitivamente convinto ad un passaggio che personalmente non può che essere difficile, volendo anche doloroso, ma che al tempo stesso ha capito rappresentare una svolta importantissima per il futuro del club. Fino alla scorsa settimana sul tavolo rimaneva un ultimo nodo giuridico legale: quello legato alle garanzie con cui le parti si proteggeranno in caso di inadempienza dell’altro soggetto. Ma i tempi sono più che maturi, anche perché tra fine settembre e inizio ottobre è fissato un Consiglio d’amministrazione che stabilirà l’aumento di capitale che verrà poi proposto all’Assemblea dei soci in programma nell’ultima settimana di ottobre. Passaggi che vanno di pari passo con quelli della trattativa, visto che tra signing e closing per motivi tecnici devono passare almeno 20/25 giorni.

Una cosa va comunque sottolineata a prescindere, prima di questa possibile svolta epocale. L’impegno di Moratti a supportare finanziariamente l’Inter non è mai venuto meno. Ed è proprio grazie a questo impegno che è stata sempre garantita la continuità aziendale della società. Come fatto in passato, anche negli ultimi mesi Moratti ha iniettato denaro sotto forma di versamenti in conto capitale e/o per copertura perdite : stiamo parlando di decine di milioni di euro. Quel che è certo è che la perdita relativa all’esercizio chiuso al 30 giugno è di esclusiva competenza dell’attuale proprietario, che infatti ha ripianato tre mesi fa. Thohir interverrà eventualmente soltanto per le perdite maturate a partire da questa stagione e tenendo conto dell’effettiva data di ingresso in società.