Da emarginato a indispensabile: lo "strano percorso" di Tommaso Rocchi

Da emarginato a indispensabile: lo “strano percorso” di Tommaso Rocchi


Rocchi Inter-Atalanta esultanzaChi se lo sarebbe mai aspettato: l’Inter è aggrappata a Tommaso Rocchi. Sì, proprio lui, quel giocatore arrivato a gennaio con la scomodissima etichetta di vice-Milito e diventato improvvisamente l’unico terminale offensivo della rosa nerazzurra. Tutto sulle spalle di un 35enne al tramonto della sua carriera calcistica ma che, come dimostrano le ultime partite, ha l’intenzione di lasciare il segno anche nella sua avventura meneghina.

Dopo un inizio tutt’altro che memorabile per le non perfette condizioni fisiche derivanti dai mesi di quasi inattività vissuti alla Lazio (solo tre le presenze concessegli da Petkovic da agosto a gennaio, ndr), l’attaccante veneziano ha cominciato a lavorare duro ad Appiano agli ordini di mister Stramaccioni per recuperare la forma perduta.

E così, nel momento in cui l’Inter ha visto il suo reparto offensivo trasferirsi per intero dal campo all’infermeria, ecco che l’ex biancoceleste si è fatto trovare pronto: centesima rete in Serie A contro l’Atalanta e gol della vittoria nella sfida di ieri contro il Parma; in mezzo una buona partita nella sconfitta di Trieste contro il Cagliari e lo splendido assist per il gol di Jonathan nella semifinale di Coppa Italia.

Una risposta importante contro tutte le critiche piovutegli addosso in questi tre mesi vissuti quasi ai margini della rosa nerazzurra; una rivincita non solo per il numero 18 interista, ma anche per la società di corso Vittorio Emanuele che ha deciso di puntare su di lui nonostante lo scetticismo generale. La scelta di Branca e Ausilio, infatti, è stata fatta soprattutto seguendo delle logiche economiche visto lo scarsissimo budget a disposizione per il cartellino e l’esigenza di non appesantire il bilancio con un contratto che durasse più di sei mesi.

L’equivoco nasce dal fatto che gli uomini di Massimo Moratti non avevano immaginato un ruolo da protagonista per l’attaccante veneto, arrivato per completare un reparto già di altissimo livello. E’ stato lo stesso Stramaccioni, nella conferenza stampa postmatch di domenica, ad inquadrare la scelta fatta quattro mesi fa e l’evoluzione positiva che sta avendo adesso: “Ho sempre sostenuto che Tommaso, preso a zero, a inizio gennaio, arrivato per fare la quinta punta, andava benissimo. Con il senno di poi le cose sono sempre più facili da giudicare, ma è chiaro che non era nostro intento fargli fare tutte le partite. Ci sta sorprendendo, quindi ce lo teniamo stretto”.

Un Tommaso Rocchi, dunque, che sta dimostrando di poter essere importante per la causa nerazzurra in questo finale di stagione grazie alla sua esperienza e a quei movimenti da prima punta che, con l’infortunio di Milito, erano quasi del tutto scomparsi nello scacchiere interista.

Senza la strage che ha colpito il reparto offensivo della Beneamata il suo acquisto forse sarebbe stato visto sotto una luce diversa, con la possibilità di recuperare gradualmente la forma migliore e senza la scomoda responsabilità di sostenere all’improvviso tutto il peso dell’attacco nerazzurro.

Ma, se da un lato le 35 primavere tolgono brillantezza sul piano fisico, dall’altro danno un grosso vantaggio: quello di saper gestire la pressione di una maglia così importante in un momento tanto delicato.

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