Groviglio di contraddizioni

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Stramaccioni Inter-JuventusLa scivolata di Cambiasso. Non esiste immagine migliore per descrivere la partita di ieri pomeriggio, per descrivere l’intera stagione. Il Cuchu non è un giocatore violento o scorretto, eppure chiude il match con un intervento che definire omicida è riduttivo: la prima espulsione in una carriera da mediano in Europa, un’impresa. Il fallo su Giovinco non è altro che l’illogica conseguenza della sconclusionata condizione in cui versa l’Inter.

Cambiasso non può giocare con continuità ad alto livello, né può cambiare l’inerzia della partita entrando dalla panchina, eppure ha dovuto farlo fin troppe volte. Non per scelta di chi non ha scelta. Per necessità. Gargano non dovrebbe giocare tante gare, ma deve farlo per permettere a Stramaccioni di schierare Kovacic, che non dovrebbe avere troppe responsabilità ma deve averle perché è troppo più forte dei venerabili compagni.

E ancora Chivu non è in grado di giocare partite di alto livello, ma la lungimirante dirigenza ha ben pensato di rinnovare a cifre onerose il suo contratto, piuttosto che comprare un giovane a prezzi contenuti; Cassano e Palacio a quell’età e in quello stato di forma non potrebbero essere titolari indiscutibili di una squadra in cui però devono essere decisivi con i loro assist e gol. E potremmo discorrere per decine e decine di righe ancora di Samuel, Alvaro Pereira, Guarin, Rocchi e di tutti quelli che all’interno di questa squadra sono chiamati a intepretare un ruolo che non possono rivestire.

A questo groviglio di contraddizioni la determinazione, la voglia di rivalsa e un’impostazione tattica più che sufficiente mostrate ancora una volta anche contro la fortissima Juventus capolista non bastano.

Servirebbe altro: degli esterni che abbinino finalmente corsa e piede, un difensore più affidabile del carneade Silvestre, un abile scudiero per Kovacic. E un attaccante, uno qualsiasi che non si chiami Tommaso Rocchi.

O magari semplicemente servirebbero dei dirigenti capaci. E se pure non lo fossero, che abbiano almeno a cuore questa società e i loro tifosi, in modo che le umiliazioni in casa propria contro i più acerrimi nemici restino solo un vago ricordo.

Giovanni Cassese

(Twitter: @vannicassese)

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