Salvate il soldato Guarin

Guarin Inter-Tottenham
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Guarin Inter-TottenhamNella partita in cui l’Inter si ritrova, in cui recupera gioco, entusiasmo, in cui riordina idee e storia, Guarin, paradossalmente, si perde.

Il colombiano ex Porto, già apparso abulico nelle ultime uscite, è la nota meno lieta di una partita nella quale i suoi compagni hanno giocato sopra la media per carattere, temperamento, volontà, abnegazione e splendore atletico. Le sue giocate, spesso involute rispetto ai suoi standard abituali, hanno evidenziato una totale mancanza di lucidità ed un netto calo fisico che, considerando la sua stazza, balza ancor di più agli occhi.

Molto probabilmente il “Guaro” soffre particolarmente l’assenza di Milito e della sua capacità unica, quanto rara, di muovere le difese avversarie suggerendo, in tal modo, giocate verticali ed inserimenti senza palla. Ambientatosi senza troppi patemi nel calcio italiano, Fredy sembra stentare, però, quando l’impianto tattico della sua squadra lo vede schierato come esterno o trequartista alle spalle di una o due punte.

Nel suo passato con i Dragoes, Villas-Boas prima e Vitor Pereira poi lo hanno utilizzato sempre come intermedio destro di centrocampo in quel 4-3-3 che consente alle mezz’ali di attaccare gli spazi interni per buttarsi nell’area avversaria o per proporsi al tiro nella trequarti.

Oltre all’assenza del “Principe”, Guarin, molto probabilmente, è vittima anche di se stesso, delle sue caratteristiche che ne fanno un centrocampista atipico: troppo offensivo per poter ruotare come interno di centrocampo nell’Inter attuale e troppo centrocampista puro per poter giostrare come mezzapunta in un rombo o in un 4-2-3-1.

La conseguenza più naturale è che il colombiano, spesso, in partita non riesca ad esplodere tutto il suo strapotere fisico e tutte le sue potenzialità di calcio, finendo per ingabbiarsi e perdersi nelle ripetute e sterili giocate personali. Stramaccioni in primis ed i compagni devono aiutarlo a ritrovare smalto, passo, fiducia e partecipazione a quella coralità che uno sport collettivo presuppone.

Per sperare ancora nel terzo posto l’Inter ha bisogno del suo guerriero.