Orgoglio sul campo

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Zanetti Stramaccioni Inter-TottenhamEsce Kovacic per crampi ed entra Benassi. Ranocchia è il primo cambio in attacco. Lo sappiamo, non è l’incipit ideale per raccontare quella che, a prescindere dall’esito finale, rimane un’impresa. Ma è il prologo necessario per capirne l’entità, aldilà dello sfortunato epilogo. Facile quando dall’altra parte mancano i migliori, farà notare qualche critico più pungente. Un po’ come giocare una stagione senza Milito e Samuel, farebbero notare i critici ancora più attenti.

Contro il Tottenham l’Inter dipinge un inaspettato capolavoro. Come in ogni partita di Stramaccioni dopo il suo pirotecnico esordio, la pazzia lascia spazio a un’accorta lucidità. Nessun assalto all’arma bianca alla lenta difesa londinese. I nerazzurri, consci delle fatali conseguenze che avrebbe un gol della squadra di Villas-Boas, occupano alla perfezione il campo e in pochi minuti ne prendono il comando.

Le bislacche teorie che vorrebbero una squadra ammutinata contro Stramaccioni trovano ancora una volta smentita dopo pochi minuti: tutti gli interisti in campo, guidati da Cassano, portano il pressing e il cuore oltre la propria metà campo. Proprio il talento barese, forse nella sua migliore versione stagionale, trova il gol su assist al bacio di Palacio che arricchisce la sua ultima gara di una Europa League da protagonista anche con una traversa e, soprattutto, la rete del due a zero che infiamma i pochi presenti a San Siro.

Ad imbeccarlo è un recupero di Cambiasso, parso ringiovanito di dieci anni e a un passo dall’essere il match-winner, perfetto scudiero al servizio del giovane principino Kovacic, che ha già preso lo scettro del comando a centrocampo con la disinvoltura che solo i grandi fuoriclasse possono esibire. Poi la goffa e fortunosa deviazione di Gallas, il gol di Adebayor e l’inzuccata vincente di Alvarez, che basta solo per la speranza.

Ecco, torniamo all’inizio. Tutto questo è stato possibile con Benassi e Ranocchia primi cambi, rispettivamente a centrocampo e in attacco. E con Gargano che sbaglia dozzine di passaggi elementari, con Guarin sfinito a causa dell’utilizzo forzato di questi mesi, con Jonathan alla prima partita sufficiente in due anni.

E potremmo continuare ancora, ma già ci basta questo per fissare Inter-Tottenham nella memoria di chi si azzarderà ancora ad attibuire le colpe di quella che rimarrà una stagione deludente a un allenatore meritevole e a un gruppo di giocatori perlopiù incolpevoli, coloro che riescono ancora a renderci orgogliosi di essere interisti. Sul campo, soltanto lì.

 

Giovanni Cassese

(Twitter: @vannicassese)

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