Ricky Alvarez, un jolly in più nel mazzo di Strama

Ricky Alvarez, un jolly in più nel mazzo di Strama

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Dopo aver dovuto fare a meno di lui nelle prime partite ufficiali della stagione per infortunio, nella vittoriosa trasferta di Torino Andrea Stramaccioni ha potuto riabbracciare Ricky Alvarez che, finalmente, ha recuperato dai problemi al ginocchio che lo tormentavano dallo scorso maggio.

Il trequartista argentino, entrato a inizio ripresa al posto di Jonathan, è stato impiegato largo a sinistra davanti ad Alvaro Pereira, alternando giocate di classe a momenti di appannamento.

Il raddoppio di Cassano è stato frutto della sua inventiva, che ha permesso al talento barese di concludere in maniera vincente verso la porta difesa da Gillet. L’ex Velez, a tratti, è stato utile anche in fase di copertura, anche se le sue doti migliori non sono di certo quelle difensive.

Ricky preferisce partire da destra per potersi accentrare verso la porta e concludere a rete ma, anche a sinistra o nella zona centrale, ha dimostrato di potersi disimpegnare senza particolari problemi.

Nella scorsa stagione, anche se a fasi alterne, ha messo in luce la sua classe, nonostante diversi addetti ai lavori lo avessero giudicato troppo lento per il calcio italiano. Tra questi, però, non vi è di certo Stramaccioni che apprezza non poco la duttilità e le qualità dell’argentino. Soprattutto dopo che il mercato estivo non ha regalato al tecnico romano l’esterno offensivo tanto desiderato, Alvarez rappresenta quell’alternativa in grado di variare lo scacchiere offensivo.

Nella rosa nerazzurra, c’è un certo affollamento sulla trequarti con Sneijder, Coutinho e Alvarez ma, ognuno di loro, offre un tipo di gioco diverso, consentendo a Stramaccioni di poter adottare schemi offensivi differenti: il primo è una sorta di regista avanzato, che ama prendere palla a centrocampo e dialogare con i compagni; il secondo è un trequartista dinamico, nato per creare superiorità numerica e tirare fuori dal cilindro anche splendide giocate da solista; il terzo, invece, ama partire dalla fascia, cercare la progressione e possibilmente rientrare verso il centro per andare al tiro o servire i compagni. Proprio come successo all’Olimpico nel raddoppio firmato Cassano.

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