Anche de Jong sul taccuino di Branca

Anche de Jong sul taccuino di Branca

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Indipendentemente da chi siederà sulla panchina dell’Inter il prossimo anno, la priorità della società nerazzurra sarà trovare un mediano di temperamento in grado di affiancare Cambiasso o di dargli un po’ di respiro nel corso della stagione. M’Vila sarebbe un ottimo elemento visti i suoi 21 anni e le impressionanti doti fisiche, ma un innesto con una buona esperienza internazionale alle spalle sarebbe una scelta da non sottovalutare.

In quest’ottica, sul taccuino di Branca sarebbe finito il nome di Nigel de Jong, mediano del Manchester City poco utilizzato da Roberto Mancini. Cresciuto nelle giovanili dell’Ajax, il ragazzo ha debuttato giovanissimo nelle file dei lancieri ed è stato poi ceduto nel gennaio del 2006 all’Amburgo per la sua voglia di giocare con continuità. Qui si fa conoscere al grande pubblico, giocando tre anni ad alti livelli e segnando al suo debutto contro il Bayern Monaco. Le sue prestazioni attirano la dirigenza del City, che lo porta a Manchester nel gennaio del 2009 per una cifra vicina ai 17 milioni di sterline. All’Etihad Stadium gioca molto bene, diventando il beniamino del pubblico dopo la straordinaria partita giocata contro il Chelsea il 5 dicembre 2009. Dopo tre stagioni giocate a ottimi livelli, l’olandese è diventato una seconda scelta per il tecnico italiano e ciò lo porterà verosimilmente lontano dalla società dello sceicco Mansour.

Seguito anche da Juventus e Roma, l’Inter sembra essere in vantaggio nella corsa al giocatore. Figlio d’arte, de Jong è un mediano che può essere schierato anche come esterno destro e centrale di centrocampo o, in caso di necessità, come terzino. Duttile, generoso e dotato di una discreta tecnica, il classe ’84 in nerazzurro risolverebbe parecchi problemi e, insieme a Mauricio Isla, andrebbe a rinfoltire in modo deciso un reparto nevralgico che ha sofferto terribilmente la partenza di Thiago Motta.

Unico neo del ragazzo di Amsterdam è costituito dalla sua irruenza, che lo ha già portato a spezzare nel 2010 le gambe di Ben Arfa e Stuart Holden, oltre che a entrare in modo assassino sul petto di Xabi Alonso in occasione della finale del mondiale sudafricano. Sicuramente se verrà in Italia dovrà smussare questo aspetto del suo carattere, ma resta un professionista di caratura internazionale e potrebbe rappresentare un tassello importante nella ricostruzione della rosa interista.

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