Strama...neggiare con cautela

Strama…neggiare con cautela


L’esonero di Claudio Ranieri, arrivato nella giornata di lunedì, ha aperto le porte della prima squadra al tecnico della primavera Andrea Stramaccioni. La scelta di puntare sul 36enne romano, fresco vincitore della Next Generation Series, lascia spazio a una domanda cruciale per il futuro dell’Inter: Stramaccioni sarà un semplice traghettatore o la prima pietra della ricostruzione nerazzurra?

Prima di analizzare le due ipotesi è essenziale rendersi conto di quella che è la situazione tecnica attuale, carratterizzata da una squadra senza gioco, senza gambe, senza motivazioni, con un’età media tra le più alte d’europa, ottava in classifica, a dieci punti dalla Champions League. A tutti questi dati oggettivi va aggiunto l’aspetto ambientale, rappresentato da uno spogliatoio che in due anni ha fatto fuori tre allenatori e ha reso solo nel periodo di autogestione leonardiana. Tirando le somme, l’Inter di oggi è la squadra meno allenabile d’europa; probabilmente anche il “Mago Merlinu” di mourinhana memoria farebbe fatica a sbrogliare la matassa nerazzurra.

Quindi, ritornando al quesito iniziale, se l’intenzione di Moratti è quella di affidare a Stramaccioni il compito di traghettare questi vecchi leoni verso una stagione da chiudere con dignità, allora ci troviamo di fronte a una decisione comoda, zampariniana, low cost, un po’ stracciona. Inoltre, sottrarre alla Primavera il suo maestro per tamponare l’irreversibile emorragia che sta colpendo una squadra a fine corsa, rasenterebbe l’autolesionismo, perchè si sacrificherebbe un patrimonio della società per una missione impossibile; sempre che l’Inter abbia una missione da svolgere da qui a fine campionato.

Se invece la società si è resa conto dell’ovvio, di essere in presenza della fine di un ciclo, di non essere più in grado di sostenere campagne acquisti faraoniche, l’idea Stramaccioni avrebbe un senso e darebbe un senso anche a queste ultime nove giornate, che servirebbero a “fare pulizia” in vista della prossima stagione.

In tal caso la decisione di Moratti sarebbe coraggiosa, prospettica, intrigante e soprattutto coerente con la nuova linea di austerity adottata dall’Inter dopo il trionfo di Madrid; se si deve spendere meno, che lo si faccia cercando di costruire qualcosa per il futuro anche a costo di una ridotta competitività nel breve periodo; perchè continuando a vivacchiare con mezzi giocatori ed ex grandi campioni (ogni riferimento a Zarate e Forlan è assolutamente voluto) non si va da nessuna parte.




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