TIM CUP: Inter-Genoa 2-1, le pagelle

TIM CUP: Inter-Genoa 2-1, le pagelle


Castellazzi 6 – Nella fredda sera di San Siro la sua più grande preoccupazione è quella di trovare un modo per scaldarsi. Il Genoa nell’arco dei 90 minuti non è mai stato pericoloso. L’unico problema sono i tre minuti di recupero finali quando si fa beffare da Birsa. Sfortunato.

Maicon 7 – Il freccia nerazzurra è tornato e con lui i risultati della squadra. All’ottavo minuto di gioco porta in vantaggio l’Inter con un destro violentissimo da venticinque metri che si infila sotto l’incorcio. Spinge con continuità e si conferma l’uomo più pericoloso della rosa a disposizione di Ranieri.

Cordoba 6 – Prima stagionale da titolare per il numero 2 nerazzurrro, dopo i pochi minuti di Catania. Ivan dall’alto della sua esperienza si fa trovare preparato e porta a casa la “pagnotta” senza molte difficoltà. Il Genoa da parte sua gli facilita l’operato.

Ranocchia 6.5 – Il centrale azzurro ritorna titolare, l’ultima volta era datata trasferta di Cesena di metà dicembre, tra l’altro vinta grazie a un suo gol. Il ritorno del muro difensivo composto da Lucio-Samuel gli ha tolto un po’ di spazio ma, non la consapevolezza di essere uno dei centrali più forti. Il futuro è dalla sua parte.

Zanetti 7 – Una partita lo vedi a centrocampo, quella dopo in difesa, l’unica certezza è che non lo si vedrà mai in panchina a riposare. Anche questa sera il Capitano timbra il cartellino e, considerando la sua età, è lecito farsi qualche domanda sulla sua natura.

Faraoni 6.5 – Il giovane nerazzurro ritorna titolare dopo la panchina nel derby. Anche oggi non delude, rendendosi protagonista di una buona partita condita dall’assist per il gol di Maicon. E’ un giocatore in continua crescita e considerando che è un prodotto del settore giovanile nerazzurro, si può solo gioire in vista del futuro.

Cambiasso 6.5 – Anche per il Cuchu oggi è giorno di straordinari. Entra sul campo gelido di San Siro e fa il suo lavoro in mezzo al campo, offrendo il solito contributo fondamentale in fase difensiva.

Poli 7 – Per il centrocampista approdato in estate dalla Sampdoria è un po’ come se fosse un derby. Entra in campo con grande voglia di rivalsa, visto anche il poco spazio trovato in questi mesi. Al 50′ corona la sua buona prestazione con un bel gol dopo una triangolazione al limite dell’area con Obi. Al 76′ esce dal terreno di gioco stremato dai crampi e viene sostituito da Nagatomo. Il numero 16 può portare forze fresche a centrocampo per il girone di ritorno. (Nagatomo sv – solo una sgambata per il giapponese tascabile)

Obi 6.5 – Il nigeriano è autore di una buona prestazione a centrocampo. Molto bene il lavoro sia in fase difensiva, sia in fase offensiva. Guadagna mezzo voto in più per l’ottima giocata in occasione del raddoppio di Poli.

Sneijder 6.5 – Dopo i 15 minuti finali nel derby è la sua prima da titolare. Wesley ci impiega pochi minuti per riappropriarsi delle chiavi del centrocampo nerazzurro. Riscalda i tifosi infreddoliti con un paio di giocate. All’81’ esce dal campo sostituito da Alvarez. Ritrovato. (Alvarez sv – Ranieri lo risparmia lasciando intuire che contro la Lazio sarà ancora lui a cominciare la partita).

Castagnos 5.5 – Per il giovane attaccante olandese non è una serata facile. Ranieri decide di schierarlo come unica punta senza nessun compagno di reparto che possa aiutarlo. Costretto a lottare contro tutta la difesa rossoblu, mette in mostra una fragilità che fa quasi tenerezza. La prestazione non è del tutto sufficiente ma forse la colpa non è solo ed esclusivamente sua. (Zarate 5 – Ranieri lo manda in campo praticamente a fine partita e questo lascia pensare che ormai Mauro non rientri più nei progetti del tecnico. Corpo estraneo con le valigie in mano)

Ranieri 7 – Il merito delle sette vittorie consecutive è soprattutto suo. Se l’Inter è tornata a essere una corazzata che vince e convince bisogna dire grazie a sir Claudio. Inizia i lavori di ristrutturazione restituendo sicurezza al reparto difensivo, poi rigenera giocatori come Cambiasso e Thiago Motta, affiancandogli giovani promesse come Obi e Faraoni, e resuscita Milito riportando l’Inter in zona scudetto. Meglio di Harry Potter.

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