Diciamocelo fin dall’inizio: Inter-Hajduk Spalato non era l’evento sportivo più interessante della serata. E se qualcuno tra voi di tanto in tanto ha cambiato canale alla ricerca di emozioni non possiamo biasimarvi. Vi capiamo e vi perdoniamo. Eppure i nerazzurri ce l’hanno messa tutta per regalare un po’ di imprevedibilità a una storia che sembrava già scritta, per provare a competere con l’irresistibile fascino di Bolt, Blake, Rudisha e tutta la compagnia a cinque cerchi. Il risultato non è stato dei migliori: sconfitta alla prima casalinga contro un combattivo Hajduk, incarnazione quanto mai opportuna degli ideali del barone De Coubertin.

In realtà il risultato è bugiardo, non tanto per quel che riguarda l’esito ma soprattutto per l’andamento: il risultato rotondo fa pensare a un rischio che in realtà i nerazzurri non hanno mai corso, essendosi limitati a controllare con la relativa calma che le poche energie residue nelle gambe, affaticate da una settimana di carico dopo la qualificazione praticamente acquisita in Croazia, potevano assicurare. Solo così possono spiegarsi il primo tempo disastroso di Samuel, l’imprecisione di Coutinho e un Milito che ricordava sinistramente quello del terribile secondo anno in maglia nerazzurra.

Quel che non si spiega è il fatto che in campo un quasi trentanovenne corra più dei suoi ben più giovani compagni e risulti ancora una volta il migliore in campo. Capitan Zanetti scatta e scarta, corre e copre: viene il dubbio di essersi dimenticati di cambiare canale e che quella non sia una maglia nerazzurra, ma la pettorina di Ashton Eaton. Ma non è così. L’argentino è un trascinatore, soprattutto per gli spauriti “baby” – Mbaye nel primo tempo, Longo nella ripresa – lanciati in campo a sorpresa, ma non troppo, da Stramaccioni, forse per palesare alla società la necessità di rinforzi, forse solo perché crede fortemente in loro. O forse per entrambi i motivi.

Solo sette giorni fa l’acquisto di Lucas sembrava ormai imminente. Oggi c’è da sperare che i soldi che dovevano essere investiti per il brasiliano possano essere smistati in tre acquisti validi: un terzino affidabile e un buon vice-Milito, oltre all’indispensabile centrocampista dai piedi buoni. Basterebbero per portare l’Inter a competere per lo scudetto? Forse, si spera. Intanto ci vuole calma. Calma olimpica.