Il 18 luglio del 1942, nel cielo di Treviglio si accese una stella capace di illuminare l’Italia, l’Europa e il mondo interno, con fasci di luce a tinte nerazzurre. Settant’anni fa nasceva Giacinto Facchetti, simbolo dell’Inter di tutti i tempi, capace di far innamorare anche chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Sono trascorsi ormai sei anni da quel dolorosissimo 4 settembre 2006, quando il capitano della storia nerazzurra si spense a soli 64 anni per un tumore che lentamente gli portò via la vita. A noi, invece, quel tumore portò via un pezzo di cuore, di orgoglio.

Perchè Giacinto era l’Inter, sia quando con indosso la maglia numero 3 macinava chilometri sulla fascia sinistra riempendo la bacheca nerazzurra con 4 scudetti, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Coppe Campioni e una Coppa Italia, sia quando poi divenne dirigente e in seguito presidente della società, onorandola e difendendola sempre e comunque.

Stimato da tutti, anche al di fuori del mondo calcistico, si distingueva per la sua classe ed eleganza, per il suo carisma a volte silenzioso ma efficace, anche se qualcuno, in tempi non sospetti, ha provato ad infangarne l’immagine, paragonandolo a coloro che hanno rovinato il calcio italiano agli occhi di tutto il mondo.

Ovviamente, non poteva mancare il ricordo dell’attuale capitano nerazzurro Javier Zanetti sul sito ufficiale: “Per quello che siamo stati insieme e per quello che ancora saremo, con te, che dell’Inter sei stato, sei e sarai sempre parte. Nei momenti belli o meno belli, nella giornate felici e in quelle difficili, tu che continui a guidarci dentro e fuori dal campo e noi che oggi vorremmo festeggiare con te, campione, padre, fratello, amico, prima ancora di tutto il resto. Semplicemente tu, Giacinto“.

Anche da presidente, sarebbe stato emozionante vederlo vincere qualche trofeo. Ma il Cipe, purtroppo, ci ha lasciato proprio sul più bello, quando Roberto Mancini vinceva 3 scudetti consecutivi con 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane di contorno, e Josè Mourinho ci regalava la stagione più vincente della storia nerazzurra.

Ma nessuno si è mai dimenticato di lui, soprattutto i giocatori che hanno avuto la fortuna di viverlo, come Cambiasso. Il Cuchu, in tutti i festeggiamenti dei vari trofei, compare con l’immancabile maglia numero 3 ritirata nel 2006 proprio in onore di Giacinto. Perchè un uomo così, non si scorda mai. Buon compleanno Capitano.