Tottenham e Bayern in pressing su Dumfries: perché cederlo sarebbe un errore

L’Inter non dovrebbe privarsi di Dumfries.

I motivi

Potrà sembrare una difesa a spada tratta delle qualità del giocatore o un’idea che verrà smentita dall’eventuale prossimo acquisto di turno, ma l’Inter non può e non dovrebbe privarsi di Denzel Dumfries.

Il terzino olandese questa stagione ha raccolto la pesante eredità lasciata da Hakimi, ha iniziato in punta di piedi e con qualche errore la sua avventura in Serie A, ma poi si è preso Inter ed interisti a suon di prestazioni sfavillanti.

Non sono solo i 5 gol e i 7 assist in stagione a fare di Dumfries un esterno moderno, capace di segnare gol, e fornire assist, senza far mai mancare la spinta offensiva. Sono anche le lacune colmate in fase difensiva e la crescita ottenuta sotto l’ala di Inzaghi a fare di lui un terzino irrinunciabile.

È stato pagato 12,5 milioni dal PSV e ne vale già molti di più; con lui i nerazzurri potrebbero fare una ricca plusvalenza e riutilizzare quei soldi sul mercato o a favore di bilancio.

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Ma perché? Perché l’Inter dovrebbe rinunciarci? Perché dopo Cancelo e Hakimi l’Inter dovrebbe perdere un altro terzino destro promettente? Perché l’eredità di Maicon non può avere un nome fisso? Perché cambiare terzino di anno in anno?

Cancelo è rimasto una stagione, l’Inter non poteva permettersi di riscattarlo. Hakimi, ugualmente rimasto una stagione, è stato venduto per risanare le casse nerazzurre. Dumfries non dovrebbe seguire lo stesso destino.

Il giocatore a Milano sta bene, a dispetto delle espressioni corrucciate che fanno di lui un uomo sempre pronto alla lotta sorride, e anche tanto, quando il clima è più disteso come in allenamento e il rendimento certifica questo stato di benessere.

Sembra che Tottenham e Bayern Monaco possano accontentare le richieste dei nerazzurri, che non lo venderebbero per meno di 35/40 milioni, ma l’Inter dovrebbe trovare altri modi, stavolta, per appianare il bilancio, che non coinvolgano il sacrificio di uno dei suoi uomini migliori.

I terzini non crescono sugli alberi, è difficile trovare giocatori già pronti da inserire in quel ruolo, soprattutto pescando da campionati esteri. E in Italia, son pochissimi a brillare in quella posizione. Serve una presa di posizione forte da parte della società, un “no” secco da destinare ai magnati del calcio europeo in modo da salvaguardare il proprio gioiello.