Sheriff, Vernydub: "Inter fortissima, ma hanno un tallone d'Achille"

Sheriff, Vernydub:

Jurij Vernydub, allenatore dello Sheriff Tiraspol, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Ta i vari argomenti ha parlato delle sfide con Shaktar e Real Madrid, raccontando anche un particolare aneddoto sulla vittoria contro i Blancos. Queste le sue parole:

-ENTUSIASMO CHAMPIONS: “L’entusiasmo per il dopo Madrid può giocare brutti scherzi, temo la troppa attenzione mediatica. Meglio rimanere nell’ombra. A Milano e al ritorno sarà dura, l’Inter gioca diversamente da Real e Shakhtar. Hanno un modulo nuovo per noi, a 3 dietro e a 5 in mezzo. Spero che i miei ragazzi siano consapevoli delle nuove difficoltà e rimangano concentrati. L’attacco dei milanesi è fenomenale, fra Dzeko, Lautaro e Correa sarà durissima, fanno male. E non sottovaluto certo gli altri reparti, fra centrocampisti esperti e di talento come Calhanoglu Barella. E in difesa Skriniar mi piace perché vince sempre i contrasti aerei. L’Inter poi è molto pericolosa sui calci piazzati”.

-CONTROMISURE: “Proveremo a fare il nostro calcio, so bene però che l’Inter ha un altro valore di giocatori rispetto al nostro. Ovvio, non rinunceremo a giocare, a impostare, ad attaccare quando possibile. Sono sicuro che loro presseranno alti, non ci faranno respirare, dovremo essere bravi in contropiede. So poi che quel che studiamo a tavolino è una cosa, ciò che succederà, vedremo… E sono consapevole che il possesso palla sarà dominato dall’Inter, bisognerà aspettare. Perché ogni squadra ha il suo tallone d’Achille, noi dovremo scoprire quello dell’Inter. Dove colpire e far male”.

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-GESTIONE DEL GRUPPO MULTIETNICO: “Non facile, ragazzi di oltre 15 nazionalità, abitudini diverse, sia alimentari che di vita e allenamento, culture e religioni lontane. L’obiettivo è cercare di unirli, uso più interpreti, ci vuole più pazienza. Alla fine però la lingua del calcio è universale”.

-ANEDDOTO REAL: "Carlo, come Lippi-un grandissimo, che ho sempre seguito con interesse – è un maestro. Mio figlio mi aveva regalato l’ultimo libro di Ancelotti, Il leader calmo, l’ho letto a fondo tante volte. E dopo che l’ho battuto a Madrid mio figlio subito mi ha rinfacciato: “Hai visto che hai fatto bene a leggere il suo libro. È tutto merito mio se hai vinto col Real"

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