Quel 13 gennaio, quando Maradona fece visita all’Inter come Commissario Tecnico

foto: dimitrisvetsikas1969 / Pixabay
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Il mondo del calcio e quello al di fuori del rettangolo di gioco ha recentemente pianto la scomparsa di uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, di un uomo sul quale si sono addensate per decenni luci e ombre senza che la sua grandezza ne venisse intaccata: Diego Armando Maradona.

Forse è un po’ sbiadito nel ricordo dei tifosi, ma l’Inter e il campione argentino ebbero un incontro ravvicinato molto speciale e, tra solo una manciata di giorni ricorrerà l’anniversario di quel fatidico episodio: il 13 Gennaio 2009 Diego Armando Maradona, allora appena ingaggiato come Commissario Tecnico della Nazionale Argentina, raggiunse Appiano Gentile in visita ufficiale. 

All’epoca l’Inter era in procinto di giocare un match contro il Genoa che sarebbe stato valido per gli ottavi di finale della Tim Cup 2008 – 2009 e che si concluse 0 – 0. 

Il motivo che portò all’arrivo dell’argentino in quella sede fu il desiderio di Maradona di incontrare l’allora tecnico dell’inter José Mourinho. Le cronache riportano che Maradona all’epoca firmò un autografo con dedica al figlio di Mourinho, suo grande ammiratore, e che lo Special One avesse ricambiato regalandogli una felpa dell’Inter personalizzata.

A quei tempi Maradona affermò che la sua vicinanza all’Inter era assoluta, dal momento che il presidente Moratti, uomo di cui aveva massima stima, aveva deciso di assumere l’allenatore che, a suo modo di vedere, era il migliore del mondo.

Tra l’altro l’Inter è il club italiano che ha vantato più argentini all’interno della propria rosa nel corso della sua storia, anche se uno dei più famosi e apprezzati nerazzurri degli ultimi anni, fieramente argentino, non ha mai avuto un buon rapporto con El Pibe de Oro: a dimostrazione di ciò Mauro Icardi si è macchiato di un sorriso di troppo, come dimostra una foto scattata nel corso della commemorazione con il Paris Saint Germain.

Nei giorni appena successivi alla sua morte naturalmente il dibattito sulla figura di uomo e non solo di sportivo di Diego Maradona ha assunto toni esasperati: in molti hanno affermato che la sua grandezza sportiva andava necessariamente ridimensionata in rapporto alle sue qualità umane.

Ad esempio molti hanno criticato la fierezza con cui Maradona ricordò sempre il fallo di mano ai danni dell’Inghilterra che passò alla storia ai tempi della guerra delle Falkland. “Oggi quell’impresa sarebbe stata quasi impossibile dal momento che, grazie alla tecnologia, l’arbitro ha letteralmente occhi in ogni punto del campo. Per quanto possa far storcere il naso ai tradizionalisti – ricorda ai tifosi Gabriele Gerbotto del team di reviewbox.it – il VAR con le sue telecamere, gli auricolari per le comunicazioni interne della terna arbitrale e i sensori sull’area di porta hanno le potenzialità per migliorare la correttezza dell’arbitraggio in maniera esponenziale”.

C’è da dire che il progresso tecnologico  avanzato non è più solo una prerogativa della regolarità di gioco, ma è alla base del miglioramento delle prestazioni sportive da ogni punto di vista: dall’allenamento degli atleti, il monitoraggio dello stato di salute fino alla sicurezza degli impianti sportivi  per chi disputa deviare e anche per chi vi assiste.