EDITORIALE - Conte, così non va: bisogna ritrovare l’equilibrio

EDITORIALE - Conte, così non va: bisogna ritrovare l’equilibrio

Alla ricerca dell’equilibrio perduto.

Il fantasma dell’Inter passata

Che fine ha fatto la grinta che ha contraddistinto la stagione passata? E dov’è finito quell’equilibrio che l’anno scorso caratterizzava la squadra nerazzurra e che ha permesso all’Inter di chiudere il campionato con la miglior difesa e una finale di Europa League? Non può essere morto con la cessione di Godin. Sì, Kolarov in questo avvio di stagione ha commesso diversi errori letali in difesa e sì, sicuramente deve entrare bene nei meccanismi dell’Inter contiana, ma siamo sicuri che il problema sia solo Kolarov? Nella partita di ieri notte contro il Borussia Mönchengladbach gli unici due errori fatali sono stati commessi da Arturo Vidal. Quindi cosa manca alla squadra di Conte? Forse una maggiore attenzione che perduri nei novanta minuti? O forse si tratta di un equilibrio che fatica ad essere mantenuto? Si palesa in ogni partita il buco che si crea tra difesa e centrocampo e che molto spesso lascia spazio ai contropiedi avversari(come contro il Milan). In ogni caso, questa non è ancora l’Inter che Conte ci vuole far vedere. Il processo che ha portato tanti successi l’anno scorso, in questo momento è in stand-by. L’orologio è fermo e fatica a ripartire. Manca la grinta, quel carattere incisivo e sanguigno che avrebbe dovuto concretizzarsi proprio con l’arrivo del centrocampista cileno. Che sia la variazione di modulo da 352 a 3412 ad aver alimentato la mancanza di compattezza tra centrocampo e difesa? Quello che è certo è che l’Inter concede poco, ma quando concede subisce goal. Chiamatelo fato o fortuna, per quanto mi riguarda è scarsa attenzione in alcune situazioni. Urge una soluzione, urge maggiore attenzione e urge più cinismo sotto porta.

I segnali positivi

Lukaku, Eriksen, Darmian: i segnali positivi di ieri. Cominciamo da Romelu: è la certezza, il leader. Un uomo squadra votato alla causa che segna sempre. Lo dicono persino i numeri: ultime 9 partite in Europa 11 goal realizzati. Una macchina da guerra con la squadra e per la squadra. Vitale, insostituibile, essenziale. Matteo Darmian ieri ha esordito con la maglia nerazzurra. Notizia giuntagli solo 4 ore prima del match, che doveva vedere protagonista Hakimi, fermato invece dal coronavirus. Quello che inizialmente, nella migliore delle critiche, poteva essere visto solo come un onesto mestierante, ieri ha dimostrato di essere un giocatore esperto ed affidabile. Stabile in difesa e pericoloso in attacco. Un rincalzo perfetto e un ottimo affare. Christian Eriksen, finalmente nella gara contro i bianconeri tedeschi ha dato saggio delle sue qualità. Passaggi determinanti, tiri in porta pericolosi e ha giovato persino difensivamente lottando su ogni pallone, recuperandone qualcuno e facendo da raccordo tra centrocampo e attacco. Finalmente un piccolo sprazzo della qualità che il danese può offrire alla squadra. Ora però è vitale che Conte gli dia fiducia e continuità. Solo così il ragazzo potrà avere il tempo e il modo di far vedere chi è e quanto vale.

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Andrea Righini
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