Hodgson: “Il club voleva incassare e ha ceduto Roberto Carlos”

Fonte: Screen Youtube
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L’ex allenatore dell’Inter Roy Hodgson, intervistato da Italian Football Podcast, si è espresso sulla sua avventura a Milano.

IL RAPPORTO CON ROBERTO CARLOS

Sicuramente uno degli avvenimenti che ha segnato maggiormente l’avventura nerazzurra del tecnico è stata la cessione prematura di Roberto Carlos, diventato poi uno dei migliori terzini della storia, di cui Hodgson fu individuato come principale colpevole. “Non è vero che con me giocasse fuori posizione, ha giocato a sinistra più con me che con chiunque altro. Da quando ero all’Inter ha sempre giocato terzino sinistro. Ricordo che ha segnato quattro gol su punizione nelle prime sei o sette partite, ma nei successivi 28 non ha più segnato. Non so se fosse solo colpa mia. Non era fuori posizione, giocava nella posizione in cui mi avevano detto che giocasse. Era un giovane terzino molto offensivo, non avevamo un brutto rapporto. La cessione è stata una decisione del club, del nuovo A.D. Predeval, che voleva sistemare i conti. Roberto Carlos era uno dei giocatori cedibili ed è stato venduto al Real Madrid“.

L’ARRIVO DI ZANETTI E L’INCONTRO CON MORATTI

“Non era arrivato per essere uno dei più grandi di tutti i tempi, ma nell’accordo per Rambert. Era evidente l’incredibile capacità fisica, l’unico con cui ho lavorato insieme a James Milner con una capacità tale. Continuava a correre, senza mollare mai e usciva palla al piede da situazioni complicate. Sinceramente non posso dire di aver visto il giocatore che sarebbe poi diventato in lui quando è arrivato, ma era un giocatore saggio”.

“Il primo a contattarmi fu Giacinto Facchetti. Sono arrivato a Milano dopo un incredibile viaggio da Basilea, iniziato alle 22. Il San Gottardo era chiuso, quindi sono passato dalle strade di montagna. Ho incontrato una tempesta, prima solo pioggia, poi neve. Ho dormito circa tre ore in un motel a Bellinzona e sono ripartito. Massimo mi invitò a cena e mi propose il contratto. Io, senza agenti, ringraziai e accettai”.