LE PAGELLE di Inter Fiorentina 0-0: bene Barella, l'attacco fa cilecca

LE PAGELLE di Inter Fiorentina 0-0: bene Barella, l'attacco fa cilecca

Finisce con un pareggio a reti bianche il match della 35^ giornata di Serie A tra Inter e Fiorentina. I nerazzurri fanno passi avanti sul piano del gioco ma né Lukaku e Sanchez prima, né Lautaro Martinez poi riescono a scardinare la difesa viola. Ora la formazione di Antonio Conte è al terzo posto dietro l'Atalanta. La Juventus si giocherà il match-point Scudetto domani alle ore 19:30 allo Stadium contro l'Udinese.

LE PAGELLE

HANDANOVIC 6,5 - .La bravura del capitano nerazzurro sta nel non abbassare mai la guardia: la Fiorentina si affaccia sporadicamente nell'area di rigore nerazzurra e solo all'80' è chiamato al grande intervento. Lui risponde presente, i compagni lo ringraziano.

D'AMBROSIO 6 - Nella prima frazione Ribery salta spesso il suo pressing fin troppo aggressivo ma, come al solito, offre tanta grinta e generosità che non lo fanno sfigurare nella difesa a tre. Esce a testa alta nella ripresa, dopo essersi scontrato con Ranocchia.

DE VRIJ 6 - Costretto ad uscire per infortunio dopo soli 20 minuti, l'olandese è comunque autore di una prestazione sufficiente.

GODIN 6 - Ordinaria amministrazione per lo sceriffo. Si fa trovare sempre pronto quando la Viola avanza e si permette anche di accompagnare con una certa frequenza la manovra d'attacco.

YOUNG 6 - Comunque fosse andata, difficilmente avrebbe potuto fare peggio dell'ultima giornata contro la Roma. Poco da rimproverare all'ex United, che gioca una gara pulita e senza troppi acuti.

BARELLA 6,5 - Tra i migliori, se non il migliore in campo. È su tutti i palloni e, se non fosse stato per i guantoni di Terracciano, avrebbe replicato il gol della sfida di Coppa Italia. Peccato per il cartellino giallo, un vizio.

GAGLIARDINI 6 - Nel trio di centrocampo è quello che spicca meno, ma è lui che si occupa del lavoro sporco. Bada al sodo, forse è anche per questo che Conte gli dà continuità.

CANDREVA 6 - Altra grande prova a livello fisico, facendo il pendolino sulla fascia destra. A inizio gara fa fatica a trovare il varco giusto per far partire il cross. Per il resto prova sufficiente.

ERIKSEN 6,5 - È lui che alza il livello di gioco dell'Inter, e con questa classe a disposizione sarebbe difficile affermare il contrario. Nel corso dei 90' passa dalla posizione di trequartista a quella di centrocampista centrale puro, a tratti mediano. Logicamente perde pericolosità allontanandosi dalla porta.

LUKAKU 5,5 - E pensare che di occasioni per segnare ne ha avute diverse: anche se vanno riconosciuti i meriti a Terracciano, sciupa due palle gol nitide. Un po' di sfortuna in occasione del palo, ma nella ripresa si eclissa e conclude in sordina.

SANCHEZ 5,5 - Partita al di sotto degli standard ai quali ci aveva abituati di recente. Maksimovic e Pezzella lo schermano bene, spingendolo addirittura ad indietreggiare fino alla sua metà campo. Tanta corsa, ma zero pericoli creati.

RANOCCHIA 6,5 - Pronti, via e già viene chiamato da Conte per sostituire l'infortunato De Vrij. La risposta è da vero professionista: con esperienza e astuzia comanda la linea e non fa sentire l'assenza del numero 6.

LAUTARO 5,5 - Sembrerebbe entrar bene in partita, poi il trend cambia: frettoloso, impreciso e non in sintonia con i compagni d'attacco. Sono ben altre le prestazioni che i tifosi si aspettano da lui.

MOSES 6 - Sostituisce Candreva, ma ne segue le orme: partita nella norma, prova di incisività negli ultimi metri e attenta in difesa.

BASTONI 6 - 20 minuti più recupero senza particolari apprensioni difensive. Accompagna l'azione e pressa in posizione particolarmente avanzata nella speranza, vana, di arrivare al vantaggio.

BROZOVIC 6 - È l'ultima carta che Conte sfodera dal mazzo per vincere il match. Favorisce la circolazione di palla, ma non basta.

All. CONTE 6 - Tutta un'altra Inter rispetto a quella senza idee dell'Olimpico, eppure Conte raccoglie lo stesso risultato. Ranocchia e Bastoni sono cambi forzati. Per il resto gestisce bene il ballottaggio Sanchez-Lautaro, ma è proprio il suo reparto offensivo (Lukaku compreso) a tradirlo.

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