Gazzetta dello Sport - I primi effetti di Conte sull'Inter.

I primi effetti di Conte sull’Inter! GLI SCHEMI


La nuova Inter di Conte sta nascendo piano piano. Intanto, nel primo test amichevole contro il Lugano, si è già visto qualche sprazzo di quella squadra che il tecnico leccese vorrebbe vedere in tutto il campionato. Dai giocatori i segnali sono buoni, anche per ciò che dicono nelle interviste.

FATICA, LAVORO E PRIMI SCHEMI

Da quanto si evince dalle prime parole dette dai giocatori, le parole chiave di questo ritiro interista sono state fatica lavoro. Il modo di lavorare di Antonio Conte sembra già essere entrato bene in testa ai giocatori nerazzurri. Non bisogna però far l’errore di pensare che negli scorsi ritiri i giocatori dell’Inter abbiano potuto oziare tutto il tempo. Eppure la narrativa interna, che può influenzare diversi fattori di gioco, è tutta focalizzata su fatica e lavoro.

Sempre lo stesso Antonio Conte ha voluto cambiare il chip del gioco. Come? correggendo gli errori, dettando le idee generali, facendo richieste, anche abbastanza specifiche e dando spiegazioni. Il risultato è limpido, visibile. Una squadra che ha le idee già chiare e che gioca anche con una propria identità.

Verticalità ed intensità sono le altre due parole chiave del mantra di Antonio Conte. Lo stile di gioco sembra essere l’aspetto che ha subito maggiormente l’influenza delle direttive del tecnico leccese: possesso palla insistito, a volte orizzontale per far aprire la squadra avversaria è stato sostituito da un’immediata verticalità. I tre centrocampisti non sono mai in linea: Brozovic è un po’ più arretrato, Sensi gli dà delle possibilità di gioco sia verticale che centrale. Il croato resta il play insomma, con l’arrivo di Barella la manovra sarà sicuramente più fluida e saranno maggiori gli spazi sulla trequarti. Per quanto riguarda l’intensità, Antonio Conte a volte si è spazientito nel vedere il lento giro palla dei difensori. In un azione di impostazione del gioco la velocità e l’intensità sono fondamentali per non bloccare tutto il meccanismo che c’è dietro.

Cattiveria per migliorare il pressing: un’ altra delle linee guida di Antonio Conte è il pressing alto. Ed è stato assoluto protagonista della prima Inter. Il tecnico aveva chiesto una pressione importante sui difensori e qualora la palla andasse ad un terzino, lì bisognava tentare un blitz con tre uomini, tra cui un esterno, Sensi e un attaccante. Gli assalti hanno avuto il più delle volte un esito positivo, molte di queste erano assalti guidati dallo stesso Conte che con le braccia indicava il movimento da fare. Dai palloni recuperati nascevano importanti azioni da goal.

Capitolo esterni – Candreva e Perisic hanno ben figurato contro il Lugano. Sebbene la loro tenuta difensiva sia stata poco testata, è chiara la loro posizione di partenza. I due esterni partivano sempre larghissimi, alle volte addirittura Candreva era fuori dal campo. Da lì poi sono state varie le soluzioni provate: scarico al limite dell’area e goal (Brozovic), arrivo sul fondo e tiro e si è visto anche un cross di Candreva per l’accorrente Perisic dall’altra parte del campo. Un marchio di fabbrica di Conte. Il tiro dal limite dell’area comunque è un’ importante soluzione che Conte testerà a più riprese.

Anche le palle ferme giocano un ruolo importante. L’altro goal interista, siglato da de Vrij è arrivato da azione di calcio d’angolo, poi annullato dal Var. Lo schema sui calci da fermo è chiaro: Conte vuole due uomini a battere, cinque saltatori in area, due stoccatori al limite e uno che dia copertura centrale. Insomma l’organizzazione offensiva sembrava ben corroborata, col tempo potrà solo migliorare.

La tanto amata difesa a tre. Si sa che per Conte la difesa a tre sia un marchio di fabbrica e contro lo United sabato sarà un bel test per provarla del tutto. Nell’attesa di integrare in gruppo Godin, il trio titolare (D’Ambrosiode VrijSkriniar) dietro ha rischiato poco e nulla. Lo slovacco tenta come al solito l’anticipo, suo punto di forza. L’olandese gioca bene da ultimo uomo. D’Ambrosio svolge un ruolo alla Azpilicueta e non ha giocato nemmeno troppo male.

Sui movimenti d’attacco abbiamo potuto vedere poco. Le punte tanto richiesta da Antonio Conte devono ancora arrivare. Longo ha fatto quanto chiesto dal tecnico leccese, Esposito è stato l’unico a giocare 90′ mandando un bel segnale: Conte manderà in campo i giovani, a patto che siano vogliosi di giocare e mettersi al servizio della squadra. Buoni segnali sono arrivati anche da Agoumé.

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