Inter, la situazione economica: cosa aspettarsi da questo calciomercato?

Inter, la situazione economica: cosa aspettarsi da questo calciomercato?


Approfondita e attenta ad ogni dettaglio, l’analisi della situazione economica dell‘Inter pubblicata da l’Ultimo Uomo è uno strumento indispensabile per comprendere il futuro interista; l’articolo, infatti, spiega perfettamente cosa significherà per i nerazzurri allontanarsi dalla delicata condizione in cui ha versato durante gli anni precedenti.

Inter, allontanarsi dal s.a. è il primo passo per tornare a competere

Dopo quattro anni di sacrifici, a partire da questo maggio l‘Inter è finalmente libera dal settlement agreement; le ultime due stagioni, chiuse con un bilancio perfettamente in regola con gli accordi firmati, quest’estate daranno ai nerazzurri la possibilità di respirare.

Ciò è possibile grazie al lavoro svolto di Thohir e Suning; nel 2016-17 e nel 2017-18, infatti, i due presidenti sono riusciti a concludere il bilancio con un deficit, rispettivamente, di 24,6 milioni e 17,7 milioni; togliendo i costi non rilevanti per il Fair Play finanziario, come tasse e investimenti nel settore giovanile,la società è riuscita ad arrivare al 2019 con un passivo di appena 6 milioni.

Il che rende le cose molto più semplici per il bilancio di quest’anno; ai nerazzurri, infatti, basterà chiudere il bilancio 2018- 2019, con un passivo non superiore ai 40 milioni, che equivarrebbe a -22 nei conteggi del Fair Play finanziario. In questo modo il Club non rischierebbe di ri-finire sulla lista nera della UEFA.

E i nerazzurri sembrano essere più che pronti a rispettare tale limiti; nonostante l’assenza di 51,2 milioni di plusvalenze rispetto all’anno scorso, infatti, “il fatturato dovrebbe aumentare di 83,6 milioni”.

Ma allora perchè l’Inter punta a fare plusvalenze entro il 30 giugno?

Plusvalenze: non per necessità, ma per pensare in grande

Obiettivo dei milanesi, infatti, sembra essere quello di incassare 30 milioni di plusvalenze entro l’inizio del calciomercato; e per raggiungerlo, alcuni giovani cresciuti nell’ambiente interista sembrano essere destinati a lasciare Milano.

I nerazzurri, però, non punterebbero a tale cifra per placare l’ira della UEFA; Suning, infatti, avrebbe richiesto questi 30 milioni “per centrare, per la prima volta, un reale pareggio di bilancio”.

Con i conti perfettamente quadrati, infatti, l’Inter potrebbe iniziare ad essere ancora più libera all’interno del mercato, come dimostrato dai due acquisti già effettuati dal Club; le plusvalenze, di fatti, serviranno anche per far rientrare le spese che aspettano i nerazzurri dopo gli arrivi di Conte e Godin.

Il Club, infatti, dovrà rispettare il contratto di 11 milioni firmato dal tecnico, il che significa 17,2 milioni di euro lordi per il 2019-’20, e quello firmato dal centrale uruguayano, che guadagnerà 6,75 milioni netti, pari a 10,6 milioni lordi. Sarà necessario, dunque, controbilanciare tali spese con delle plusvalenze.

I milanesi, inoltre, dal 1 luglio 2019 non potranno fare affidamento sui 20 milioni versati da due importanti Sponsor (Full Share e Lvmama), che hanno deciso di rompere i rapporti con la società; sembrerebbero, inoltre, mancare all’appello altri 75 milioni, con i quali alcuni sponsor asiatici avrebbero dovuto contribuire alla causa interista.

Aggiungendo a quest’ultimo numero, quindi, le spese che aspettano l’Inter l’anno prossimo dovute ai nuovi acquisti, si arriva a una cifra piuttosto consistente; se l’anno 2019-2020 iniziasse domani, infatti, i nerazzurri partirebbero con un deficit di 78 milioni. Considerando che, come detto, per sfuggire alle grinfie della UEFA non bisogna andare oltre i 22 milioni di passivo, questa non sarebbe esattamente una partenza incoraggiante per il Club.

Calciomercato 2019/2020: il risultato del duro lavoro dell’Inter

Anche se non sono necessarie, quindi, le plusvalenze sono certamente ben accette; non solo per potersi permettere gli acquisti già portati a termine, ma anche per muoversi più liberamente.

Grazie ad esse i nerazzurri potranno tranquillamente permettersi giocatori come Barella e Dzeko, per rafforzare la rosa di Antonio Conte, ma non solo.

Finalmente non più vincolata dalla UEFA, e grazie alle plusvalenze richieste da Suning, infatti, l’Inter potrebbe avere la possibilità di premiarsi per il duro lavoro svolto negli ultimi anni; per arrivare a nomi come quelli di Dybala o Lukaku sarà forse necessario vendere un big, ma giocatori di questo livello testimonierebbero la rinascita economica dei nerazzurri, che dopo anni vissuti in un inferno finanziario è tornata “a riveder le stelle”.




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