Le pagelle di Inter-Tottenham: Miranda sontuoso, faticano Skriniar e Perisic

Le pagelle di Inter-Tottenham: Miranda sontuoso, faticano Skriniar e Perisic


Ieri sera è arrivata l’impresa nerazzurra in rimonta contro il Tottenham. Queste sono le nostre pagelle dei 14 giocatori dell’Inter scesi in campo. Senza dimenticare, ovviamente, Mister Spalletti.

LE PAGELLE: MIRANDA E HANDA TENGONO IN PIEDI L’INTER, ICARDI SI RIABILITA CON UNA PRODEZZA

Handanovic 6,5: il goal fortunoso di Eriksen è il classico caso in cui non si può accusare il portiere di papera, ma ci si chiede comunque se qualcun altro avesse potuto fare qualcosa di più. Lui spazza i dubbi murando ogni tentativo degli Spurs dopo il vantaggio. Tiene in piedi la baracca.

Skriniar 5,5: penalizzato da una posizione di campo insolita e da un cartellino troppo fiscale, rischia di affondare nel secondo tempo dopo l’entrata in campo di un intraprendente Lucas. Digrigna i denti e sopravvive. In avanti non appoggia mai l’azione, inattitudine o ordini dalla panchina? Lui stesso ammette nel post partita di non aver giocato bene. Una consapevolezza simile non può che giovargli.

De Vrij 6,5: mezzo voto in più per la preziosa sponda che permette a Vecino di entrare ancora nel cuore dei tifosi nerazzurri. Per il resto, usa fisicità e letture per placare gli attacchi del Tottenham, facendosi pericolosamente scappare una sola volta Kane nel primo tempo.

Miranda 6,5: partita sublime del centrale brasiliano, che annulla letteralmente il temuto Kane, soprattutto nel difficile secondo tempo. Aggressivo e senza ruggine addosso nonostante le tre panchine consecutive in campionato. Conferma di poter essere un valore aggiunto in questi contesti con la sua esperienza. Non disprezza nemmeno qualche preziosa giocata palla al piede.

Asamoah 6,5: l’abitudine a certe partite gli conferisce una sicurezza che a tratti è sembrata mancare ad alcuni dei suoi compagni. Tiene a freno gli istinti furiosi di Aurier e la qualità di Lamela, concedendosi pure un previdente e intelligente assist per Icardi.

Brozovic 6,5: partita a tutto tondo, in pressing, in fase di recupero e in impostazione. Centrocampista universale che non soffre ritmi più veloci e qualità superiore degli avversari, nonostante Eriksen lo beffi nell’azione dello svantaggio. Sa mettere ordine e rischiare la giocata, capendo momenti ed esigenze della partita.

Vecino 7: il triangolo di centrocampo con Brozovic e Nainggolan funziona bene nel primo tempo, mentre annaspa un po’ di più nella ripresa. L’uruguaiano sembra acquisire più condizione rispetto agli esordi stagionali e le ultime energie le tiene in serbo per lo stacco di testa decisivo. Si conferma ancora un uomo della Provvidenza imprevisto.

Politano 6,5: quando parte titolare, è spesso l’uomo offensivo in grado di movimentare di più l’attacco nerazzurro con il suo repertorio differenziato. Nonostante la bassa statura, non teme i raddoppi e spesso crea superiorità numerica con tecnica e difesa del pallone. Con un uso più continuo anche del destro sarebbe un giocatore ancora più imprevedibile.

Nainggolan 6,5: appare evidente come la condizione atletica non sia ancora quella dei migliori anni romani. Il belga gioca un gran primo tempo e cala drasticamente nella ripresa, sbagliando più di qualche semplice giocata. Testa e carattere gli permettono però di essere sempre sul pezzo, di non tirare mai il freno e di resistere alla fisicità avversaria, in particolar modo a quella dell’amico e connazionale Dembelé.

Perisic 5: non si era allenato lunedì e il problema si è avvertito. Non tirato a lucido, punta raramente l’uomo e spesso viene sopraffatto con quelle che sarebbero le sue armi, spunto, resistenza e rapidità. Fallisce una comoda occasione di testa e viene saggiamente sostituito da Spalletti.

Icardi 7: lo sappiamo, si era visto molto poco prima del fatidico minuto 86. Mai azionato, spesso anche poco preciso nelle giocate di sponda e raccordo. Se però il tuo giocatore di riferimento, il tuo capitano, tira fuori dal cilindro un colpo come quello del pareggio, la conseguenza è un’adulazione incondizionata. Goal sublime e in un momento decisivo. Da quel momento lui, la squadra e il pubblico entrano in uno stato di trance agonistica maggiore, quello che conduce alla vittoria.

Candreva 5,5: il suo ingresso in campo non produce molti utili. Giocate complesse tentate con goffaggine e altre più semplici sbagliate con approssimazione. Meglio quando viene spostato a destra. Si riabilita in parte con il corner decisivo, ma non basta.

Keita 6: anche lui fatica a rendersi pericoloso, ma la presenza in area toglie più pressione a Icardi e consente di avere un’altra buona fonte per tenere il pallone alla fine e alleggerire la pressione.

Borja Valero 6: entra per pochissimi minuti dopo il pareggio di Icardi. Un esordio stagionale breve ma promettente, fatto di capacità di giocare il pallone con qualità e idee.

Allenatore, Spalletti 6: tra infortuni e lista ristretta le scelte sono quasi obbligate. Skriniar terzino non funziona particolarmente bene, ma Politano porta più qualità nella manovra offensiva. Bravo a rischiare le sostituzioni di Perisic e Nainggolan, pupilli ma in debito di ossigeno.

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