EDITORIALE - Inter, così non va: ma Spalletti ha ancora credito da spendere

EDITORIALE – Inter, così non va: ma Spalletti ha ancora credito da spendere


Inter-Parma 0-1, triplice fischio dell’arbitro: i nerazzurri sprofondano e cominciano a partire le critiche nei confronti di Spalletti. Il tifoso, in quanto tifoso, ha la memoria corta, ma non bisogna scordarsi quello che il tecnico è stato in grado di fare solamente una stagione fa. Sembra passato un secolo, ma è proprio con Spalletti che l’Inter è tornata in Champions dopo un’eternità.

Spalletti sbaglia, ma non può essere già messo sulla graticola

La sconfitta di San Siro contro il Parma certifica la crisi dell’Inter. In pochi si aspettavano un avvio di stagione così pessimo. Il calendario, in queste prime quattro giornate, sembrava anche essere favorevole. Ma il campo ha detto altro: la miseria di quattro punti raccolti, frutto di un solo successo (contro il Bologna), di un pareggio contro il Torino e delle sconfitte subite contro Sassuolo e Parma. Diciamo che le emiliane non portano particolarmente fortuna ai nerazzurri…

Già qualche secondo dopo il fischio finale di un pessimo Manganiello è partito il processo all’Inter e soprattutto a Spalletti. Certo, un avvio del genere non può sicuramente lasciare tranquilli i cuori nerazzurri, anche in vista di un esordio in Champions League tutt’altro che semplice contro il Tottenham (che intanto ha perso in casa contro il Liverpool). Sì, quella Champions League agguantata all’ultimo respiro solamente tre mesi fa. Conquistata dopo sette anni di astinenza, per buon merito di quel tecnico, Spalletti, che ora viene criticato manco fosse lui l’unico colpevole del disastroso inizio di campionato dell’Inter.

Vero, certe scelte di formazione non sono state azzeccate. Anche oggi, contro il Parma, la decisione di schierare Keita ancora da prima punta ha destato qualche perplessità. Il senegalese non è una prima punta, lo si era visto anche contro il Bologna e lo ha confermato contro la squadra di D’Aversa. Perchè puntare nuovamente su di lui in quel ruolo? Icardi, è vero, è rientrato dagli impegni con la Nazionale argentina, solamente due giorni fa, ma è altrettanto evidente che il numero nove non riesca a rendere al meglio da subentrato. Anche qualche scelta in sede di mercato non ha convinto (come ad esempio il fatto di non aver riscattato Rafinha).

Valutare certe decisioni di Spalletti, anche criticarlo, ci può pure stare. Ma metterlo già sulla graticola sembra francamente esagerato. L’allenatore del ritorno in Champions League meriterebbe certamente più credito, soprattutto dai tifosi, che invece ora chiedono la sua testa. Perchè il tifoso è questo: ha a necessità trovare per forza un colpevole. Che sia Icardi, Spalletti o Handanovic. Quando magari la gara poteva andare anche diversamente se l’arbitro avesse fischiato un calcio di rigore sacrosanto, con conseguente espulsione del giocatore che poi ha segnato il gol decisivo… Probabilmente saremmo qui a parlare di una partita differente, perchè nel calcio a comandare sono gli episodi.

Fonte foto: screen youtube

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