EDITORIALE - Inter, l'approdo in Champions deve essere un punto di partenza, non di arrivo

EDITORIALE – Inter, l’approdo in Champions deve essere un punto di partenza, non di arrivo


Più o meno tutti gli interisti hanno ancora negli occhi le emozioni che l’Inter ha regalato solamente un paio di giorni fa, con una qualificazione in Champions League acciuffata in extremis grazie alla rete di Vecino. Festeggiamenti più che doverosi, ma adesso è tempo di mettersi la gioia alle spalle e pensare già a quello che verrà.

Sogno Champions raggiunto: ora si deve costruire una rosa all’altezza

Il sogno Champions League, dopo anni di tonfi, di crisi, di partite giocate e gestite male, finalmente è stato realizzato. Proprio nel momento in cui in pochi lo credevano possibile, l’Inter ha rialzato la testa, mostrando il lato migliore del proprio carattere. Perchè è questa la pazzia che ha da sempre contraddistinto l’Inter. Una dote che negli ultimi anni sembrava essere sparita, ma che nella sfida da dentro o fuori contro la Lazio è tornata fuori con prepotenza.

Sono state giornate meravigliose quelle successive al raggiungimento dell’obiettivo raggiunto. I festeggiamenti ci sono stati e ci sono ancora (dare un occhio ai social dell’Inter per constatarlo). Ma adesso è tempo di ripartire. Perchè si: il raggiungimento della qualificazione in Champions League non può essere visto come un punto di arrivo. Ma deve essere per forza di cose un punto di partenza. Dopo sette anni si è cominciato a costruire qualcosa di importante. Ma questa deve essere solamente una base, non si può pensare che il lavoro sia già finito.

Lo merita l’Inter e lo meritano i tifosi nerazzurri. La crescita di questa squadra doveva per forza di cose passare dalla qualificazione in Champions League. Bene, il primo obiettivo è stato raggiunto. Ora non bisogna fermarsi, si deve continuare quel percorso che è stato intrapreso un anno fa, quando Spalletti ha firmato il contratto che lo ha legato ai colori del cielo e della notte. L’ingresso ai gironi di Champions League permette all’Inter di riempire quelle casse societarie che saranno ancora alle prese con i paletti del Fair Play Finanziario. Ma sicuramente grazie all’entrata nell’Europa che conta ci saranno più margini di movimento.

Ne ha bisogno l’Inter, ne ha bisogno Spalletti. Per continuare a crescere, oltre a valorizzare i giocatori già presenti in rosa, è assolutamente necessario rinforzare questa squadra. Perchè non ci si può presentare in Champions League con Eder prima riserva in attacco e come titolare un giocatore offensivo che in una stagione non ha realizzato nemmeno una rete. Tre tasselli importanti sono stati già inseriti (De Vrij, Lautaro e Asamoah). Ora si deve andare avanti. Riuscire a trattenere Cancelo e Rafinha permetterebbe all’Inter di essere già a buon punto. Ma servono ancora altri innesti, a partire da quella fascia destra che vedrebbe Candreva spedito in panchina. I nomi che circolano (i vari Verdi, Politano e così via) non entusiasmano. La speranza è che Ausilio e la dirigenza tutta si stia guardando attorno e stia lavorando sotto traccia, perchè quei nomi non sono da Champions League. Non sono giocatori che garantirebbero l’ulteriore salto di qualità.

Per carità, Verdi come riserva non sarebbe affatto male. Perchè comunque sarà necessario, al contrario di questa stagione, avere una rosa abbastanza lunga per poter affrontare al meglio tutte le competizioni. Ma non può essere Verdi, come nemmeno Politano, Ilicic, Cristante (giusto per fare qualche esempio), quel nome che consentirebbe all’Inter di migliorare. Bisogna, nei limiti del possibile, tornare a pensare in grande. Tornare a pensare da Inter.

Fonte foto: screen youtube

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