Inter - Ecco i tre peggiori acquisti del 2017 secondo SpazioInter

Inter, ecco i tre peggiori acquisti del 2017 secondo SpazioInter


Inter che si avvicina al proprio centodecimo compleanno. I nerazzurri hanno vissuto un 2017 tra alti e bassi, non solo dal punto di vista dei risultati. Anche il mercato della Beneamata infatti è stato piuttosto strano, regalando colpacci inattesi come Skriniar e punti interrogativi enormi come Dalbert. Ecco, secondo la redazione di SpazioInter, quali sono i peggiori acquisti dell’anno solare 2017 del club nerazzurro.

IL NUOVO MAICON FORSE NON HA SBAGLIATO SOLO FASCIA…

Magari verremo smentiti clamorosamente, e ce lo auguriamo caldamente per l‘Inter, ma fino ad ora, senza tanti giri di parole, Dalbert non si è solo rivelato il peggior acquisto nerazzurro, ma un vero e proprio bidone. Non è cattiveria, ma semplice obiettività. Dopo 4 mesi Dalbert non è, e non può più essere, un oggetto misterioso. Pagato fiori di quattrini, specie per un terzino, e protagonista di una telenovela paragonabile a quella di Schick, non ha mai regalato una prestazione degna di nota. Si è distinto, seppure quasi per caso, solo nella vittoria all’Olimpico contro la Roma, per due salvataggi sulla linea di porta. Poi il nulla assoluto. Addirittura è stato capace di riabilitare Nagatomo e Santon, facendosi superare nelle gerarchie da due giocatori considerati praticamente finiti.

Dalbert non ha regalato una prestazione positiva nemmeno contro il Pordenone, facendosi mettere in croce da dei giocatori di Lega Pro che hanno sfondato più volte dalla sua fascia di competenza. A frenarlo forse è la paura, la mancanza di personalità, ma certo Suning non può permettersi un fallimento di un investimento simile, non dopo il buco creato da Joao Mario. L’impressione, si spera sbagliata, è che quello che veniva etichettato come il nuovo Maicon non abbia sbagliato solamente fascia, ma anche mestiere.

UN CANCELO SEMPRE CHIUSO

Secondo classificato in questa non certo invidiabile graduatoria dei peggiori acquisti, troviamo Joao Cancelo. Rispetto a Dalbert, l’esterno portoghese dalla sua ha perlomeno alcune attenuanti. A inizio stagione infatti ha subito un fastidioso infortunio con la propria nazionale, perdendo quindi terreno prezioso nelle gerarchie di Spalletti. Inoltre non era eccessivamente incline a lasciare Valencia, come hanno dimostrato le sue lacrime al momento di partire.

Cancelo poi aveva manifestato il proprio desiderio di giocare da terzino, ma il tecnico di Certaldo ha fatto orecchie da mercante, regalandogli scampoli da esterno offensivo, ruolo che non piace eccessivamente al ragazzo. Ad ogni modo, pur con tutte le attenuanti del caso, Joao non ha mai dimostrato di valere un investimento gravoso. Pur offrendo casuali spunti interessanti, sembra mancare di cattiveria e di spirito di adattamento al calcio italiano.

L’unica nota positiva è che Suning non ha ancora staccato l’assegno del riscatto e, forse, il Valencia potrebbe riprendersi il giocatore già a gennaio. A meno che Cancelo non dia a Spalletti un buon motivo per rinnovargli la fiducia e riaprirgli la porta.

SAINSBURY, UNA COMPARSA DETTATA DAL MARKETING

Terzo, anche se senza eccessive colpe, piazziamo Trent Sainsbury. Il difensore australiano è stato una semplice meteora nel firmamento nerazzurro, una trovata pubblicitaria della proprietà cinese. Il calciatore venne infatti trasferito nel mercato di gennaio dallo Jiangsu Suning, più con la speranza di creare interesse nel mercato australe che per un effettivo bisogno dell’Inter. Anche perché, con tutto il rispetto, l’apporto che avrebbe potuto dare il ragazzo sarebbe stato piuttosto limitato. Una trovata di marketing quindi, che però ha portato poco o nulla all’Inter in termini calcistici. Un terzo posto in classifica quindi dettato più dalla mancanza di “veri rivali” che di demeriti del povero Sainsbury.

 

Fonte immagine in evidenza: Screen Partita




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