Fattore Spalletti, ecco come l'Inter si è ritrovata

Fattore Spalletti, ecco come l'Inter si è ritrovata

Da quando è all'Inter Luciano Spalletti ha perso solo una volta. Era luglio e in piena preparazione il Norimberga sorprendeva i nerazzurri 2-1. Da allora 13 vittorie e 2 pareggi, battendo tra gli altri Bayern Monaco e Chelsea, oltre ad avere 22 punti su 24 a disposizione in campionato, con ribaltamento della squadra in appena quattro mesi. E' evidente la mano del tecnico in una rosa incompleta.

Spalletti, zero alibi, appartenenza e show alla Mourinho

Luciano Spalletti, scrive La Gazzetta dello Sport, appena approdato all'Inter ha da subito azzerato gli alibi. Così come non ci si aspettava un mercato sottotono (sulla carta) il tecnico di Certaldo ha iniziato a martellare i suoi compattando l'ambiente ed esaltando la società nonostante il fair play finanziario.

Spalletti ha iniziato a far capire il concetto di appartenenza all'Inter, cosa che in passato spesso è mancato. Sputare sangue anche in allenamento ha entusiasmato i tifosi che nelle prime quattro gare casalinghe son stati circa 240.000.

Poi lavoro sul campo. Grazie a uno staff stile football americano, Luciano ha costruito reparto per reparto una squadra che oggi ha molte certezze tattiche e sa muoversi con i giusti tempi e meccanismi: maniacale il lavoro sulla fase difensiva; evidente l’organizzazione di gioco.

Sorprendente, rispetto all’ultima stagione, la capacità di restare in partita per 90’ (nove reti segnate nell’ultimo quarto d’ora!).Disciplina e regole rigide durante la settimana danno frutti concreti in partita.

La gestione dell'intero gruppo è da lode. Se la scorsa primavera l'Inter si è sciolta senza capo ne coda oggi tutti si sentono al centro del progetto. A fine derby esemplare che Spalletti vada ad abbracciare Eder, ultimo entrato, e solo successivamente Icardi, piccoli segnali che tutti sono importanti.

Ultimo punto gli show in conferenza stampa. Da sempre Spalletti è stato animale da grandi titoli, attirando su di sé gran parte dell'attenzione come ai tempi di Mourinho, alleggerendo così la squadra da tante pressioni.

La rosa attuale potrà anche restare solida fino a dicembre, poi per il lungo andare qualche ritocco servirà per non sprecare il jolly Spalletti e avvicinare Napoli, Juve e Roma che attualmente e obiettivamente sono superiori per qualità e profondità.

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