L’alba del giorno dopo – Va bene dover migliorare, ma non paragonateci al Milan…

Soltanto 5 giorni fa, dopo Bologna-Inter, uscivano tutti i disfattisti dalla tana del lupo: Inter inguardabile, pareggio ingiusto, il rigore non c’era, bla bla bla. Oggi la situazione è cambiata?

PARAGONARE MILAN E INTER OGGI E’ INACCETTABILE

Si insiste nel mettere a confronto, instancabilmente, il cammino delle due milanesi. I maggiori quotidiani sportivi (GdS in primis), insistono sul fatto che il gioco delle squadre della Madonnina “faccia paura”, senza fare alcuna distinzione. Vero è che il gioco di Spalletti non è ancora sviluppato su accettabili livelli, vero è che nelle prime sei partite la sorte è stata dalla nostra parte, ma ricordiamo da dove partiamo. Il Milan ha speso 220 (220!) milioni sul mercato. Ha comprato 12 (12!) giocatori. Si è auto-candidata per lo scudetto. Si è auto-candidata anche per essere tra le favorite per l’Europa League. Tanti proclami, ma zero risultati. Perché se i passaggi del turno con Universitatea Craiova e Skendija in Europa League  e le vittorie stentate in campionato con le piccole Crotone, Cagliari, Udinese e SPAL significano un Milan “pauroso”, “tornato grande”, in Italia abbiamo un problema. Una mancanza assoluta di oggettività e serietà, forse ispirata dai rossoneri stessi, se si pensa alle dichiarazioni altezzose di Fassone nel post partita di ieri, quasi incapace di accettare la possibilità di perdere contro una buona squadra quale la Smapdoria.

L’Inter di Spalletti parte da un brutto settimo posto. Ha cambiato tecnico, cosa che dall’altra parte del Naviglio non è invece stata fatta. Tanti, troppi giocatori svalutati, sia economicamente che psicologicamente, difficilmente rilanciabili. A tutto questo si deve aggiungere le misure restrittive adottate dal governo cinese che hanno debilitato un mercato che sembrava promettente. Nessun top player arrivato alla Pinetina, il principale colpo è stato lasciarne uno a Milano (Perisic). Obiettivo: tornare in Champions League. Difficile, ma non impossibile. Non certo proclami dell’altro mondo. Inoltre in questo inizio di campionato le gambe del Milan dovrebbero girare a mille rispetto alle nostre visto l’inizio di preparazione anticipata. I cugini milanisti partono davanti in tutte le variabili, solo in una restano dietro: la classifica. 16 punti a 12. Di cui 3 nostri, fatti con la Roma, all’Olimpico. Dove l’anno scorso i giallorossi hanno raccolto 49 punti su 57, non certo noccioline.

Quindi va bene pareggiare a Bologna, va bene non spiccare dal punto di vista del gioco, va bene attendere ancora affinchè si integrino Dalbert e gli altri al meglio; va decisamente, male, invece, essere umiliati dalla Lazio all’Olimpico, va malissimo se non fai neanche un tiro nello specchio della porta contro la Sampdoria, non di certo il Real Madrid; va decisamente peggio se ti chiami Montella (paladino del bel calcio!) e schieri l’undicesima formazione diversa in undici partite e non trovi la quadra dopo due mesi che fai promesse ai tifosi, senza dargli indietro alcun risultato.

Perciò, quando vedete paragonate le due squadre di Milano, distogliete gli occhi e fate mente locale. Al momento il primato cittadino è saldo tra i colori nerazzurri, in attesa di un derby dalle mille chiavi di lettura. Ormai, manca sempre meno alla prima stracittadina.

 

 

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