Inter, cosa è davvero cambiato rispetto allo scorso anno?

Inter, cosa è davvero cambiato rispetto allo scorso anno?


Inter che, pur non esaltando e giocando molto al di sotto della sufficienza, continua a mantenere l’imbattibilità e a rimanere in scia delle due capolista, Juventus e Napoli. Tuttavia, in cosa differisce esattamente questa squadra rispetto a quella che cominciò lo scorso campionato?

IN PRIMIS LA SOSTANZA: LA CLASSIFICA

Inter che, bisogna essere onesti, non ha espresso grandi differenze nel gioco. I nerazzurri presentano le stesse lacune che hanno manifestato ampiamente negli ultimi anni: poche idee, molte occasioni facili sbagliate e un centravanti sempre troppo isolato. L’Inter non è assolutamente una squadra tecnica. Perlomeno non nel senso di Squadra. Presi singolarmente i giocatori, perlomeno alcuni, hanno anche doti importanti, ma messi sullo stesso spartito stonano e si pestano i piedi. La mancanza di un trequartista che sappia accendere la luce, che sappia fare la differenza nella metà campo avversaria, è evidente.

Tuttavia, nonostante tutti questi deterrenti, nonostante il gioco sia ancora scadente, la squadra di Spalletti sta viaggiando su medie d’altri tempi. 5 vittorie ed un pareggio esterno in 6 giornate sono sorprendenti, soprattutto dati i mugugni ed il malcontento dei tifosi per un mercato non esaltante. Certo, la buona sorte non durerà in eterno, così come successe alla ultima Inter di Mancini, tuttavia il quarto posto, visti anche i valori messi in campo dalle rivali, non sembra utopia. Al momento i nerazzurri sembrano i primi degli “umani” della Serie A. Quando manca la qualità, l’importante è che ci sia la sostanza, e per il momento la classifica è sicuramente la nota più positiva rispetto allo scorso anno.

SEGNALE IMPORTANTE: LA TENACIA NEI MINUTI FINALI

L’altra differenza sostanziale, almeno per ora, è la voglia. Non il carattere, quello bisognerà testarlo sul lungo periodo e quando inizieranno le prime vere difficoltà e flessioni. Ma quantomeno i ragazzi di Spalletti hanno dimostrato di avere voglia, di giocarsela fino all’ultimo secondo come dovrebbe fare veramente la “pazza Inter“.

I risultati agguantati nell’ultimo quarto d’ora sono diversi in questo avvio: il ribaltone di Roma, il goal della sicurezza con la Spal, la vittoria a Crotone, il pareggio a Bologna e i 3 punti di ieri con il Genoa. Un particolare non indifferente, specie quando si fatica a macinare gioco e a creare occasioni. Mantenere il sangue freddo e sfruttare gli episodi che ogni partita riserva, possono veramente essere le armi in più quando presenti limiti così evidenti. I difetti sono ancora molti, e più che le differenze a preoccupare dovranno essere le similitudini con la squadra dello scorso anno. Tuttavia il minimo cambiamento ha portato ad avere il secondo posto solitario dopo 6 giornate.

Merito del nuovo tecnico, che ha portato fame e carattere, proprio ciò che più mancava ai nerazzurri. Il gioco arriverà o forse no, forse ci si dovrà accontentare di vincere senza convincere, ma la differenza sostanziale probabilmente è proprio questa: l’uomo in panchina. A Spalletti giocare bene piace, ma vincere un po’ di più.

 

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