LA PARTITA AI RAGGI X – Empoli-Inter: ottimo primo tempo per i nerazzurri, calo fisiologico nella ripresa

Ci aspettavamo tante risposte, ci aspettavamo conferme, eravamo curiosi di vedere se la splendida prestazione nel derby d’Italia era stato solo frutto di un semplice episodio. I nostri dubbi sono stati spazzati tutti quanti, l’Inter di De Boer vince al “Castellani” di Empoli 2 a 0 regalandoci una splendida prova sopratutto nella prima frazione di gioco. Un’Inter che ha offerto, infatti, il massimo nei primissimi 25 minuti, per poi concedere qualcosina a fine primo tempo con un paio di azioni pericolose dell’interista Dimarco. Nella ripresa il normale calo fisiologico che non ha variato, meritatamente, l’esito finale della partita.

LA SCELTA DELLE FORMAZIONI – De Boer ha optato per un 4-3-3 che in certi frangenti si è trasformato in un 4-1-4-1. In difesa, davanti ad Handanovic, confermato il quartetto di Domenica scorsa con Murillo e Miranda centrali e D’Ambrosio e Santon sulle fasce. A centrocampo, vista l’assenza dello squalificato Banega, il tecnico olandese  ha schierato Geoffrey Kondogbia, accanto a Medel e all’irrinunciabile João Mário. Esterni offensivi Candreva e Perisic a sostegno dell’unica punta Icardi. Martusciello, invece, conferma il suo 4-3-1-2 con le novità Barba e Dimarco in difesa e di un centrocampo molto più fisico rispetto alla trasferta di Torino schierando Dioussé, Büchel e Tello. In avanti spazio a Saponara dietro le due punte Pucciarelli e Maccarone.

I PRIMI 45′ MINUTI- Un’Inter 
che parte subito molto forte: squadra alta, ancora quel pressing a tutto campo che sta caratterizzando le ultime uscite dei neroazzurri, una manovra che si sviluppa in ampiezza ed un giro palla a due tocchi per velocizzare al meglio il gioco. I dolori per la squadra toscana nascono sopratutto sulla fascia di destra, l’asse D’Ambrosio-Candreva è davvero molto caldo con l’enormità di sovrapposizioni del terzino, ex Torino, sul romano. Il primo gol, infatti, nasce proprio grazie a questi movimenti, l’assist di Candreva per Icardi, che è bravo a liberarsi dalla marcatura di Bellusci e a realizzare in tranquillità le rete dello 0 a 1. João Mário a centrocampo è davvero il cervello di questa squadra, fa girare molto velocemente la sfera, sopratutto lateralmente, recupera un enormità di palloni che sono pronti poi ad essere serviti anche verticalmente per Icardi, che trova la rete dello 0 a 2 proprio in questa maniera. La pressione sui giocatori dell’Empoli è stata molto forte sopratutto a centrocampo, Medel limitando assai bene Saponara ha ridotto la pericolosità offensiva nelle sortite centrali dei padroni di casa. I toscani, infatti, hanno fatto fatica a creare centralmente con un Dioussé abbastanza rapido a far girare il pallone ma non sempre preciso. La banda di Martusciello prova ad arginare gli attacchi interisti adottando, non bene, un pressing che sia efficace: con una linea di difesa alta provano a non concedere profondità agli avversari ma la rapidità nel muovere la palla degli uomini di De Boer non hanno permesso all’Empoli nemmeno di imporre il proprio gioco. Dopo 25′ di grande intensità, l’Inter è cala un po’ e Dimarco rompe l’emozione diventando in due occasioni pericolosissimo. Nella prima si inserisce molto bene nella linea difensiva avversari che non è perfetta nel chiuderlo, soprattutto Miranda che si lascia tagliare facilmente e qualche minuto più tardi l’intera linea concede tantissimo spazio al terzino sinistro che, calciando, impegna seriamente Handanovic.

joao-mario-empoliLA RIPRESA –  Nella ripresa il calo è fisiologico, la linea di difesa e centrocampo perdono la compattezza vista nel primo tempo, sopratutto nei primi 10′ dove l’Inter allunga tantissimo la distanza tra i due reparti. L’Empoli sembra essere rientrata in campo in maniera più aggressiva, Martusciello capisce che il centrocampo dell’Inter è il reparto che sta comandando la gara e ordinando più pressione li in mezzo Kondogbia diventa il bersaglio preferito per recuperare palloni. Anche se non si evidenziano tantissime occasioni per rientrare in gara, ci provano sopratutto sulla fascia di competenza di Santon, quella di destra, ma sfruttano assai poco la dinamicità di Dimarco che scompare un pò in fase di spinta per tutto il secondo tempo. Nonostante ciò, dopo aver concesso qualcosa di molto sterile agli avversari, gli uomini di De Boer, riprendono in mano il pallino del gioco facendo girare la palla molto bene fino a fine gara.

LA DIFESA: OK D’AMBROSIO, MURILLO CONDIZIONATO –  Il pacchetto difensivo ha prodotto nel complesso una buona gara. Finalmente D’Ambrosio sta incominciando ad entrare nei meccanismi tattici del tecnico olandese, ieri, infatti, sono state molte le sovrapposizioni del terzino su Candreva, creando sia superiorità e sia sortite offensive sull’out di destra. Soffre un po’ quando Dimarco entra in gara, le sortite del classe 1997 di scuola Inter, lo mandano in difficoltà ma è sempre attento e preciso nelle diagonali difensive. Se dall’altra parte D’Ambrosio spinge non lo è per Santon che si limita in un paio di sortite offensive, dà un mano in fase di copertura e sopratutto nel recupero dei palloni, risultando a fine gara il giocatore ad aver recuperato più palloni assieme a Medel. Essere ammoniti dopo nemmeno 2′ non è semplice, Murillo ieri ha offerto una prova cosi cosi, a uomo su Pucciarelli soffre un pò la sua velocità rischiando anche qualcosa in un retropassaggio che poteva costare caro. Affianco al colombiano, l’esperienza e la tranquillità di Miranda, lo hanno aiutato a concludere in maniera egregia la gara. Il brasiliano, invece, si limita a fare una gara attenta rischiando qualcosina nella protezione e nel mantenimento della palla.

IL CENTROCAMPO: IMPRESCINDIBILE MEDEL, FARO JOÃO MÁRIO- Un centrocampo cosi pieno di qualità e quantità mancava ormai da anni. Medel, a fine gara, è ancora tra i primi per il recupero dei palloni, limita Saponara, De Boer probabilmente gli aveva chiesto questo tipo di lavoro perchè sapeva che le azioni più pericolose dell’Empoli nascevano nella zona centrale del campo. João Mário, invecesembra essersi già preso in mano le chiavi del centrocampo, tiene poco la palla tra i piedi, cerca sia l’ampiezza sugli esterni e sia la verticalizzazione sulla punta e recupera tanti palloni come quello che ha permesso di raddoppiare. Kondogbia, dopo le due panchine consecutive, è ancora in difficoltà,  fisicamente è insuperabile ma non si è visto ancora la rapidità nel far girare la palla come i suoi compagni di reparto, limitandosi, cosi, a passaggi brevi.

1L’ATTACCO: ESTERNI OPERAI, ICARDI FINALIZZATORE- Un’ottima prova quella di Perisic e Candreva. Il croato, non è spumeggiante come sempre ma realizza una partita di sostanza andando anche ad aiutare in fase di ripiegamento sopratutto nel secondo tempo, quando Santon  lascia un pò di campo agli avversari. Candreva finalmente sfrutta al meglio le sovrapposizioni di D’Ambrosio collezionando una miriade di assist da servire in area, perde qualche pallone di troppo ma ci può stare vista la predominanza del gioco su quella fascia. Il capitano, Maurito Icardi, sforna un’altra prova convincente,non solo in termini di gol, ma confermando la sua fame: è importante nei corner a sfavore prendoli tutti lui i palloni sul primo palo, infastidisce il portiere con un pressing davvero pesante, regala profondità e sopratutto cerca le sponde per sfruttare gli inserimenti  degli esterni.

DE BOER: QUESTA E’ LA STRADA GIUSTA– Terza vittoria consecutiva, non accadeva ormai da mesi, i principi tattici del tecnico olandese si stanno incominciando a vedere. Importanti i miglioramenti sulle fasce con le continue sovrapposizioni, il giro palla incomincia a trovare fluidità e i reparti sembrano essere sempre più compatti e ben organizzati. Quello che stupisce sono sia l’intensità offerta nel primo tempo e sia il pressing , caratteristiche principali di una squadra che vuole tornare subito protagonista.