ACCADDE OGGI - Sette anni fa l'Inter celebra Ibra capocannoniere e il ritiro di Figo

ACCADDE OGGI – Sette anni fa l’Inter celebra Ibra capocannoniere e il ritiro di Figo

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Corre l’anno 2009 e l’Inter si è già aggiudicata il quarto titolo consecutivo, il primo dell’era, breve ma intensa, targata da Jose Mourinho. Non è ancora il gruppo che trionferà in ogni dove l’anno successivo, ma c’è già un’impronta vincente che consente di raggiungere ogni obiettivo programmato, anche quando sembrano non esserci più.

La sfida casalinga contro l’ottima Atalanta di Del Neri, che all’andata aveva travolto i nerazzurri e provocato un duro sfogo nello Special One, sembra una salutare passeggiata di fine stagione, ma diventa indispensabile da vincere per due ragioni: onorare l’addio al calcio di Luis Figo e permettere a Zlatan Ibrahimovic, leader indiscusso della squadra, di vincere la classifica dei capocannonieri per la prima volta nella sua carriera italiana. Il primo tempo sembra procedere bene: Muntari segna e quasi si scusa con lo svedese, che poi troverà comunque la via che conduce alla rete, prima di sfiorare la doppietta in un altro paio di circostanze, Figo abbandona il campo per Santon e si prende una meritata standing ovation. Era stato già omaggiato prima del match, ma per certi campioni gli omaggi rischiano di non essere mai sufficienti per rappresentarne la grandezza.

figo

Il pomeriggio soleggiato sembra un ottimo contorno di tutto, ma ogni impresa che si rispetti ha bisogno delle sue difficoltà. I nerazzurri non hanno in difesa la stessa attenzione dell’attacco e così i bergamaschi, trascinati dalla qualità di Doni e Cigarini, arrivano a pareggiare per ben due volte, permettendosi, nel secondo tempo, di andare pure avanti con una magistrale punizione del loro trequartista. Il preludio dell’impresa imminente: Cambiasso rimedia e poi il genio di Malmoe, con un colpo di tacco, segna la rete numero 25, quella che gli consente di svettare su tutti, compresi i fastidiosi  Milito e Di Vaio, duri a morire. Un colpo di follia da parte di un giocare assolutamente non banale, che un anno prima aveva portato in alto i compagni e che, dopo 365 giorni e oltre, riceve la giusta ricompensa.

Per una volta non si parla di mal di pancia e il futuro sembra destinato ad essere radioso tra l’Inter e Ibrahimovic. Alla fine non è stato così, ma questo è l’inizio di un’altra piacevole storia.

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