Milan, ITALY: Inter Milan's defender Javier Zanetti (L) fights for the ball with Spartak Moscow's midfielder Vladimir Bystrov during their Champions League group B football match at San Siro stadium in Milan, 18 October 2006. AFP PHOTO / Paco SERINELLI (Photo credit should read PACO SERINELLI/AFP via Getty Images)
Il 1998 è stato un anno straordinario e maledetto: il popolo nerazzurro conobbe la meraviglia causata dal fenomeno brasiliano Luiz Nazario Da Lima Ronaldo, giunto a Milano per illuminare il calcio italiano con la sua classe, la sua velocità, il suo sorriso. Un lieto fine per metà, maturato solo in campo europeo e soffocato in ambito nazionale da Iuliano, Ceccarini e compagni.
La cavalcata europea verso la finale tutta italiana di Parigi fu grandiosa e in questo giorno esatto di 18 anni fa ebbe uno dei suoi momenti topici, con i nerazzurri che seppero imporsi nella semifinale di ritorno contro lo Spartak Mosca, in un terreno di gioco inondato di neve e spalato solo poche ore prima. Un campo pesante e freddo che non influì sul calore emanato dal numero 9, che irradiò con la sua luce un’area tetra e fredda.
Un goal in mischia prima dell’intervallo e un altro verso la fine del match, dopo una straordinaria serpentina in contropiede, suo principale marchio di fabbrica. E tanti cari saluti al goal iniziale di Tikhonov. Così l’Inter operaia completò la campagna russa, guadagnando l’accesso per lo scontro finale con la Lazio, che avrebbe sublimato quell’avventura e parzialmente alleviato i dolori di Torino. Di seguito l’assaggio di una partita “fenomenale”.
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