Tanti auguri a Oba-Oba Martins, il bomber dalle mille capriole

Tanti auguri a Oba-Oba Martins, il bomber dalle mille capriole


Nell’America del calcio, quella lontana dai grandi riflettori e dalle ribalte mondiali, accanto ai vari Giovinco, Pirlo, Kakà, Lampard e compagnia, c’è un attaccante nigeriano in grado di segnare con una certa continuità, così come ha brillantemente fatto nei suoi trascorsi in Italia con la maglia dell’Inter: stiamo parlando di Obafemi Martins, noto ai più come Oba Oba, velocissima punta della Primavera nerazzurra dei primi anni 2000 e lanciato da Hector Cuper in prima squadra, appena diciottenne, in notti di Champions infuocate.

Mai esploso come ci si attendeva, è stato però capace di segnare 50 reti in 130 presenze, un bottino per nulla misero se si pensa ai suoi trascorsi all’Inter così giovane e spesso da subentrato dalla panchina, e di entrare nel cuore dei tifosi nerazzurri per quel suo modo di esultare frenetico e pazzesco con una serie di capriole esaltanti e divertenti. Un precursore di un modo di esultare un po’ pericoloso e che, nell’Inter, è stato rivisto con Hernanes, seppur in una modalità di esecuzione differente. Le sue capriole contenevano tutta l’energia di un ragazzo emerso dalla povertà per approdare nel calcio che contava davvero, quello dei derby di Champions giocati contro il Milan, come quello beffa delle semifinali del 2003, dove un suo goal per poco non regalò una finale ormai insperata all’Inter. Quella fu la stagione del suo debutto, quando segnò il primo goal ufficiale proprio nella massima competizione europea, contro un Bayer Leverkusen in grado di arrivare in finale l’anno prima. Un ragazzo di personalità, spavaldo, benvoluto da tutti e che, proprio con Mancini, sembrava dover arrivare al momento della maturità in una coppia d’attacco con Adriano ricca di forza e talento quanto, forse, di poca professionalità. Difficile gestire la popolarità quando vieni dal nulla e te la ritrovi addosso all’improvviso. Il sogno di avere una super coppia d’attacco con loro due è presto evaporato e con i vari Ibrahimovic e Crespo, pronti allo sbarco a Milano, il destino di Oba è passato dall’essere a tinte nerazzurre a divenire colorato col bianconero del Newcastle, club inglese che lo acquistò nel 2006 e nel quale disputò tre ottime stagioni in termini realizzativi. Lui e Adriano non avranno portato troppe vittorie alla causa, ma sono già estremamente nostalgici per potenziale inespresso e per alcune perle sfoggiate: basti pensare al derby vinto in extremis per 3 a 2 con la doppietta dell’Imperatore e il sigillo di Oba, che a Milan e Juventus riservava sempre qualche scherzetto. Chi non ricorda il suo goal nella vittoria per 3 a 1 al Delle Alpi, stavolta coadiuvato da una doppietta di Cruz? Probabilmente nessuno, perché certi momenti e determinare vittorie sono destinate a rimanere in eterno nei ricordi gioiosi dei tifosi.

E con essi, anche quei giocatori che li hanno plasmati, formati, resi realtà e che ancora oggi riescono ad evocare col loro nome. Tanti auguri Oba, chissà se a 31 anni hai ancora il fisico per roteare in aria e far sorridere i tuoi tifosi e i tuoi compagni, sempre attenti a non avvicinarsi troppo per paura di essere colpiti da un pericoloso calcio rotante.

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