Mancini, il mercato e quell'equilibrio tutto da trovare

Mancini, il mercato e quell’equilibrio tutto da trovare


La sconfitta di domenica pomeriggio contro il Sassuolo ha fatto scivolare l’Inter al tredicesimo posto solitario in classifica e il malumore dei tifosi ha iniziato a farsi sentire in maniera forte già a partire dal fischio finale quando il marcatore dell’incontro, Mauro Icardi, ha ricevuto insulti e maglietta da gioco da lui lanciata alla spicchio di Curva Nord presente al Mapei Stadium.

Un squarcio deciso e tangibile verso una parte del tifo che solitamente è l’ultimo a schierarsi contro i giocatori, ma probabilmente la continua mancanza di risultati e soprattutto di voglia e personalità ha fatto perdere fiducia e pazienza anche ai supporters più caldi e fedeli. Il sentimento più prorompente è quello della delusione verso una squadra che addirittura ha peggiorato il proprio rendimento da quando Roberto Mancini è salito al timone al posto del silurato Walter Mazzarri, con il cambio approvato da tutto il popolo interista.

Con soli 10 punti in altrettante giornate di campionato, la squadra allenata dal Mancio sta perdendo sempre più contatto con le zone europee di classifica e l’andamento nelle coppe potrà essere determinante, a questo punto della stagione, per un inserimento nelle prossima edizione di Europa League o Champions.

Tantissime le battute d’arresto in questi primi due mesi e mezzo per il tecnico di Jesi che, nonostante un mercato nel quale i nomi richiesti sono stati portati ad Appiano Gentile, sta deludendo in termini di gioco e risultati. E se il problema fosse proprio nei nuovi interpreti? Spieghiamoci meglio. Nessuno mette in dubbio le qualità di giocatori del calibro di Lucas Podolski e Xherdan Shaqiri, ma le loro caratteristiche stanno orientando Mancini ha schierare la squadra con uno spregiudicato 4-2-3-1.

Un modulo senza dubbio bello ed affascinante ma probabilmente troppo difficile in questo momento da adottare per l’attuale Inter. Il problema più grosso infatti è relativo ad una difesa troppo fragile per reggere 4 giocatori offensivi più l’interditore Fredy Guarin sempre pronto ad inserirsi quando la squadra raggiunge la trequarti avversaria. Una trazione anteriore troppo decisa e una difesa che deve essere più intensa e cattiva per poter reggere questo tipo di modulo.

Ma ormai sono troppi i segnali che hanno visto il reparto difensivo essere in difficoltà. I gol subiti contro il Sassuolo sono solo gli ultimi di una serie di meccanismi difensivi che stanno avendo troppe lacune. Il gol di Zaza è partito da un’azione di rimessa che ha visto la difesa non proteggere al meglio Handanovic, ed anche il raddoppio di Sansone ha avuto lo stesso iter.

Urge cambiare atteggiamento nel leggere le situazioni pericolose e magari un modulo leggermente più difensivo potrebbe aiutare a curare meglio la fase difensiva e partire dal presupposto che, in questo momento della stagione, meglio essere meno belli ma conquistare punti e autostima.

 

 

 

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